Arpino – Panino contaminato: basta polemiche e facili strumentalizzazioni

Sara Pacitto
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Relativamente alla vicenda del panino imbottito con del prosciutto cotto, risultato contaminato da alcune piccole uova dopo che la mamma di un bimbo aveva ripreso il figlio dalla scuola dell’infanzia, quindi all’esterno del plesso e lontano dal pranzo, il sindaco Renato Rea intende mettere un punto.

Sull’accaduto è stata fatta tanta faziosa confusione, strumentalizzando l’episodio ed omettendo di riportarne gli aspetti più significativi. Dopo aver acquisito tutte le informazioni, TG24.info ha descritto il fatto con i documenti alla mano (leggi qui). Con una nota il sindaco di Arpino Renato Rea si rivolge alla comunità partendo dal’inizio per poi entrare nel merito di ogni evoluzione «Nei giorni scorsi si è tanto parlato sui social e sugli organi di stampa di un panino con il prosciutto distribuito nella mensa della scuola primaria in località Panaccio, che un genitore avrebbe trovato contaminato. Appena ricevuta la segnalazione abbiamo immediatamente attivato le opportune indagini, inviando una nota alla competente ASL, peraltro informata anche dai Carabinieri della locale stazione, disponendo la sospensione momentanea della mensa e la effettuazione di analisi presso un laboratorio. Sia dai verbali della Asl, che tempestivamente ha effettuato un sopralluogo congiunto dei Servizi Veterinario/Igiene, Alimenti e Nutrizione, che dalle risultanze delle analisi di laboratorio, è risultato tutto perfettamente regolare sia in ordine ai locali della scuola ed alle superfici di lavorazione dei cibi, che alla merce ed ai prodotti ivi custoditi e preparati per gli alunni». Rea aggiunge «Ho volutamente taciuto fin’ora, in attesa che si completassero le indagini, al fine di fornire informazioni complete e dettagliate, ma soprattutto corrette e veritiere. Posso ora affermare, alla luce dei dati raccolti, che nessuna contaminazione vi è stata all’interno dell’edificio scolastico». Non ci sono elementi per presupporre il contrario «Si consideri che il bambino ha portato con sé, all’esterno, i resti del panino non consumato, rinvenuto poi dalla madre nel pomeriggio, dopo l’uscita del bambino dalla scuola. Inoltre non è di poco conto la circostanza che il giorno 4 ottobre la mensa scolastica ha preparato ben 218 pasti con le medesime modalità, procedure e prodotti alimentari». Rea conclude «Nella certezza di aver chiarito ogni dubbio, mi preme ringraziare sia il personale scolastico che quello della mensa per il lavoro che svolgono con encomiabile serietà e professionalità nell’interesse dei nostri ragazzi, che è stata ingiustamente messa in discussione da chi scrive e commenta sui social senza la necessaria cognizione di causa». “Scrivere e commentare sui social senza la necessaria cognizione di causa” è ancor più vile quando lo si fa volutamente, con la consapevolezza di stare a scrivere e commentare senza la necessaria cognizione. Sara Pacitto
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