Anagni – Naretti e Rosatella, 150 anni in due, confermano che “il re è nudo!” in barba ai giovincelli

Ettore Cesaritti
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L’esame del Project Financing, la mostruosa creatura che se attivata potrebbe avere l’effetto del Kraken sul già disastrato territorio, resta appannaggio del duo ottuagenario ma non domo.

Il 28 settembre scorso, con la determinazione di settore n. 327, sono stati approvati i verbali di gara e proposta l’aggiudicazione di quella che per Natalia & Co. sarebbe il segnale della ripartenza in grado di rilanciare l’opaca azione amministrativa, per gli avversari si tratterebbe invece di una iniziativa che ingesserebbe la città per anni e decenni a venire. Avversari il cui numero appare sempre più esiguo, vista la pigrizia dimostrata dalle opposizioni verso operazioni dal peso stratosferico. Eppure, sembra che tra i consiglieri di maggioranza ed i colleghi della minoranza, ben pochi abbiano letto i documenti, fra l’altro incompleti. La “concessione del servizio di gestione, manutenzione, e riqualificazione energetica per gli impianti di illuminazione pubblica e servizio di gestione delle aree di sosta a pagamento sul territorio”, presentata da Engie Servizi SpA, dopo l’iter ha visto come soggetto unico partecipante alla gara lo stesso proponente, facendo storcere il naso a benpensanti e non solo. Come si legge nelle note ufficiali “all’esito della verifica della documentazione ricevuta, sono emerse in capo alla società S.C.T. Group s.r.l. (mandante), alcune violazioni, alle quali la società avrebbe fornito proprie giustificazioni”. Quest’ultimo episodio ha aumentato i dubbi sulla bontà dell’operazione che, a pochi mesi dalla scadenza elettorale, potrà difficilmente vedere la luce. Per non parlare dei rilievi che il portavoce azzurro Guglielmo Rosatella ed il consigliere di Forza Italia Pierino Naretti da poco dichiaratosi indipendente, elencano con asprezza: “Il parcheggio sopra le Mura Castellane mostra incompatibilità con le severe norme paesaggistiche ed archeologiche. L’orografia del terreno pone enormi difficoltà, vi sono numerosi reperti archeologici e molte aree non disponibili. Quello in variante, poi, sarebbe un parcheggio scomodo e lontano dal centro storico. Il cambiamento del progetto renderebbe vana l’operazione. Il parcheggio a raso alla stazione ferroviaria vedrebbe 500 posti tutti a pagamento, ulteriore aggravio per i cittadini. Il quadro economico è ridicolo, indicando costi per 880.000 per entrambe le opere. L’incremento dei 20 chilometri di pubblica illuminazione si svilupperebbe nell’ambito dei 20 anni! Con tutte le novità energetiche che stanno emergendo. È infine sproporzionato i costo totale del progetto, 3,5 milioni rispetto ai ricavi per 16 milioni: ma stiamo scherzando?”. E.C.
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