Lo storico Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che ha appena compiuto 100 anni, continua a far parlare di sé con il nuovo Piano da approvare entro il 17 ottobre. Ieri sera a Pescasseroli si è svolta un’importante riunione della Comunità del Parco, alla presenza del Presidente dell’Ente Giovanni Cannata, del Direttore Luciano Sammarone, di Antonio Di Santo per Opi, dei sindaci della Valle di Comino e di Carlo Rufo, vice sindaco del Comune di San Donato Val di Comino e vice presidente del Parco. A quest’ultimo, in rappresentanza del territorio, abbiamo rivolto alcune domande.
1) Quali sono i pro e i contro di questo Piano tanto discusso in Valle?
“Il Piano di un Parco rappresenta il cuore politico-amministrativo di un ente. Grazie ad esso è possibile creare le condizioni per uno sviluppo serio e sostenibile dei nostri territori. E, come tutti i Piani, essendo normati da leggi nazionali, è necessario rispettare le regole che il diritto amministrativo, in alcuni casi ci impone”.
2) Come vede il ruolo della Regione Lazio in tal senso?
“La Regione Lazio è uno dei principali attori e un garante determinante per far sì che tutto possa procedere nella giusta direzione, ovvero nell’approvazione finale del Piano.”
3) Crede che si possa creare una collaborazione fattiva tra sindaci e Parco per lo sviluppo del territorio?
“La collaborazione tra Ente Parco e sindaci dei tre Versanti è determinante. Credo che solo in questo modo, lavorando a stretto gomito, si possano creare le condizioni che si attendono da molti anni. Sono certo che proprio un costruttivo spirito di collaborazione sia in grado di far raggiungere l’obiettivo primario che risiede nell’approvazione del Piano del Parco, con relativo regolamento. Deve essere uno degli scopi prioritari di ciascun sindaco”.
Caterina Paglia