(di Irene Mizzoni) Un terremoto politico di portata esistenziale da lunedì è sotto gli occhi di molti. Lo è a livello nazionale ma anche locale.
Finita sotto anestetico, la Politica – quella che si faceva nelle sezioni dei partiti – è stata messa da parte per fare spazio ad altro, allontanandosi dai cittadini. L’analisi è complessa ma in prima battuta la bocciatura ai ‘governi tecnici’ pare evidente. Così come alle coalizioni, alle ‘larghe intese’, che non hanno capacità di garantire politiche chiare, inequivocabili. A livello locale la pratica della cosiddetta ‘politica dal basso’ è stata totalmente disinnescata: basta guardare l’incapacità degli amministratori locali di portare voti a Tizio o a Caio. Tranne alcune eccezioni, sindaci, assessori, consiglieri ecc, non hanno avuto ‘peso’ nella campagna elettorale per le Politiche. Lo dicono i numeri. E questo dovrebbe farli riflettere perchè è un dato grave. Negli ultimi anni il voto è cambiato troppo spesso e radicalmente per la mancanza di rappresentatività della politica. L’elettore, disorientato da una classe politica che ha come unico scopo l’autoconservazione e la gestione del potere per il potere, reagisce dando fiducia a chi pensa possa essere promotore di un cambiamento. Come detto, l’analisi è complessa. La confusione però comincia dal basso. Un esempio di rilievo è Sora. L’attuale sindaco un tempo era in Lega, poi si è avvicinato al Pd mentre pubblicamente si professa civico. In Comune la sua maggioranza è composta da Pd, Azione, Articolo Uno, ex Forza Nuova ecc mentre nell’ultima campagna per le Politiche a quanto pare gran parte del gruppo ha sostenuto un candidato della lista di Azione, con deludenti risultati. Sembra che l’adesione a un determinato gruppo politico o partito non pregiudichi a nessuno la possibilità di fare quello che si vuole senza precludersi il libero arbitrio nel portare candidati di altri partiti alle elezioni o addirittura candidarsi in liste ‘civiche’ insieme a partiti avversi a quello al quale si è iscritti. Ma davvero si pensa di poter fare tutto senza conseguenze e senza dover spiegare nulla a nessuno? Mai? Nei recenti risultati elettorali c’è la risposta. Un Comune come Sora non può essere governato sotto effetto struzzo. C’è bisogno di chiarezza, di serietà e di coerenza politica. Lavorare sotto traccia o su più tavoli provoca inesorabilmente la rottura del rapporto di fiducia con il cittadino-elettore. La confusione comincia dal basso. L’attuale maggioranza durante queste ultime elezioni si è contata, ma i conti non tornano. Oggi intanto a Sora arriva l’onorevole Massimo Ruspandini.
