Il timido approccio alle politiche di domenica prossima da parte di partiti e movimenti limita la propaganda elettorale a riunioni ristrette, quasi i partecipanti amassero galvanizzarsi a vicenda.
Il tutto, trascurando la ricerca del voto e aumentando la percentuale dei probabili disertori delle urne, anche se si infittiscono i contatti fra gli aspiranti ad una poltrona in Sala della Ragione. La guerra all’interno del centrodestra si acuisce ogni giorno di più, assumendo toni e rivelando azioni che rasentano ormai la volgarità; e nel campo avverso, nulla di nuovo né sotto il sole né all’ombra delle disastrate querce. Il week-end della settimana scorsa è stato un susseguirsi di incontri, e l’inizio della conta ha fatto registrare situazioni degne di nota. Pare, infatti, che il variegato centrosinistra sia tornato a riunirsi su invito di un noto imprenditore che non rinuncia a cercare “un candidato credibile, che garantisca impegno a favore delle collettività e non per fini personali”. I componenti del possibile schieramento vanno da fuoriusciti del Partito Democratico a delusi della destra, fino allo zoccolo duro dei fedelissimi della Fiamma e di Falce e Martello. Al di là delle idee ed ideologie, però, la politica è fatta di numeri, provenienti dalla credibilità e consistenza dei componenti le varie liste. Liste che ognuno dichiara di avere belle e pronte, ma che al momento di rivelarne la consistenza svaniscono come neve al sole. I sostenitori del sindaco Natalia sono decisi a conservare il dominio della Sala Gialla, ma la lotta non appare affatto agevole. E.C.
