Il cappellino della Protezione Civile era stato donato dal volontario Francesco Di Rienzo lo scorso 15 luglio, in occasione di un’iniziativa spontanea di raduno e preghiera in attesa della pronuncia della sentenza di primo grado relativa all’omicidio della studentessa di Arce Serena Mollicone.
Francesco, operatore di Protezione Civile, all’epoca partecipò alle ricerche che permisero il ritrovamento della povera ragazza in un boschetto tra Arce e Fontana Liri, in località Fontecupa, il 3 giugno del 2001, ma la sua morte sarebbe avvenuta due giorni prima. Il luogo è stato successivamente ribattezzato Fonte Serena. Francesco aveva voluto deporre, accanto alla foto della giovane sorridente, il cappello della sua divisa di volontariato che ha indossato nei giorni delle ricerche: un gesto simbolico per confermare la vicinanza a Serena, Guglielmo e Santino ed alle rispettive famiglie, affinché trovino ancora la forza di andare avanti in questa battaglia per la giustizia che dura già da 21 anni. Così il post di Di Rienzo, nel quale conferma che sporgerà regolare denuncia: «Qualche lurido soggetto ha portato via dalla lapide della povera Serena Mollicone giù a Fonte Serena, ex Fontecupa, nel Comune di Fontana Liri, il cappellino della Protezione Civile da me donato lo scorso luglio. Vorrei sottolineare che lo stesso cappellino era ben saldo alla pietra, quindi il vento come causa è da scartare, in primis perché i peluche e quant’altro sono tutti al loro posto. Personalmente ho ispezionato l’area attorno e non vi è traccia alcuna di quanto sottratto. Nelle prossime ore sporgerò regolare denuncia alle autorità, ma come ormai da oltre 20 anni, la vergogna continua….». Sara Pacitto
