Decreto ingiuntivo di Acea a carico del Comune per la bolletta milionaria del Convitto, la giunta nomina un secondo legale in appoggio all’avvocato già incaricato per la vicenda.
Con delibera n. 226 del 24 agosto scorso, assenti gli assessori Vittorio D’Ercole e Serenella Poggi, la giunta ha deciso di raddoppiare il numero dei professionisti incaricati di resistere e contestare la richiesta del gestore idrico. Nel luglio scorso il Comune s’è visto recapitare il decreto ingiuntivo per euro 511.234,44 oltre interessi ed altro; evidentemente ritenendo la vicenda ad alto rischio per l’ente, il sindaco Natalia ed i suoi collaboratori hanno deciso di affiancare al primo, incaricato nel febbraio 2022, un secondo legale. Acea aveva richiesto, prima di attivare il ricorso al giudice, l’ingente somma a fronte delle bollette inevase dell’utenza intestata al Comune di Anagni ma a servizio del Convitto Nazionale Principe di Piemonte (gestione INPS). La giunta, nel corpo della deliberazione, osserva come sia rilevante l’importo azionato “che peraltro costituisce parte di un ben più ampio debito asseritamente vantato dall’attore”. La imponente e maestosa struttura del Convitto, considerato uno dei più belli d’Europa, è di proprietà del Comune di Anagni, concesso a suo tempo all’Inadel con diritto di utilizzo fino a quando fosse esistito il Collegio che ospitava gli orfani degli insegnanti. All’Inadel subentrò l’Inpdap, quindi l’Inps che gestisce una serie di servizi attraverso società e cooperative. Gli intrecci con la politica hanno da sempre favorito una sorta di sudditanza da parte del Comune. Il fatto che il Comune abbia stipulato il contratto con Ato5 assumendo l’onere della fornitura idrica, ed omettendo il pagamento delle bollette pervenute da numerosi anni, la dice lunga sul controllo di certi servizi. Sul merito di chi abbia l’obbligo del pagamento di utenze scolastiche c’è un’ampia discussione a livello nazionale, ed i dettami della legge n. 23 del 1996 vengono talvolta contestati. Ove i cittadini di Anagni dovessero vedersi addebitate le somme pagate per servizi utilizzati da terzi, è prevedibile un’insurrezione. Sarebbe ora che la politica decidesse di battere un colpo. E.C.
