Focus – La provocazione: sullo scontrino per la pizza anche i costi di luce, gas e affitto

Sara Pacitto
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È una provocazione lanciata sui social ed immediatamente raccolta dai media.

Nel weekend S.A.G., titolare di una nota pizzeria nel quartiere Vomero di Napoli, ha pubblicato su facebook uno scontrino non fiscale, il cosiddetto “preconto”, che riporta l’acquisto di una pizza margherita a 5euro ed una bottiglia d’acqua a 2euro, per un totale di 7euro a cui vengono sommati i costi di gestione ovvero contributo gas 0,55cent, per l’energia 1,20euro, per l’affitto 1,50euro, infine il servizio pari al 13%, per cui si arriva ad un totale di 11,53euro. «Sarebbe giusto inserire in conto le voci che ci hanno portato ad aumentare i prezzi?» domanda S.A.G. nel post. Quella del titolare della storica attività è ovviamente una provocazione, che intende puntare il dito contro i vertiginosi aumenti delle utenze in particolar modo, costi che stanno mettendo in ginocchio il settore della ristorazione, dei locali pubblici in generale così come dell’imprenditoria italiana. Al provocatorio scontrino il gestore ha affiancato la bolletta della fornitura di energia elettrica relativa al mese di agosto 2022 di 8.299,67euro, dichiarando che il mese precedente agli aumenti il bollettino era di circa 2.500euro. Non è una protesta isolata: sono tante le segnalazioni in tal senso da parte di imprenditori e rappresentanti di categoria che lamentano il caro-bollette. Cifre triplicate, insostenibili per gli esercenti. In molti pensano di chiudere definitivamente. Solamente lo scorso 22 agosto TG24.info ha riportato della bolletta recapitata ad un noto caffè di Frosinone pari a 10.496,84euro (leggi qui https://www.tg24.info/frosinone-bolletta-da-10-500-euro-la-fine-delle-attivita-commerciali-e-segnata/ ). Negli stessi giorni F. F., titolare di un’azienda campana che produce conserve di pomodori, era ospite della TV nazionale: «Mentre i nostri politici litigano per una poltrona calda, gli imprenditori sono lasciati soli in mezzo alla giungla energetica. Per lavorare 15 giorni di luglio mi tocca pagare una bolletta di gas di 978.618,051euro a fronte di circa 120.000,00euro dello scorso anno, per 20 giorni di lavoro. Non era meglio andare al mare?». Costi che inevitabilmente andranno a gravare sul consumatore finale: le spese del quotidiano non concedono “sfizi”, è aumentato tutto, mentre stipendi e pensioni non hanno visto nessun aggiornamento adeguato al carovita. Sara Pacitto
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