Anagni – Consiglio comunale dal sapore aspro, interviene il consigliere Tasca

Anna Ammanniti
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La frana della Calzatora, il campo di calcio, l’auditorium, la ex scuola media Sant’Angelo, la Badia della Gloria, i disservizi, la sporcizia e il degrado, le periferie abbandonate e la lista è ancora lunga, ma c’è consiglio comunale con punti all’ordine del giorno dal tema “urbanistica”.

Una seduta consiliare nella quale non vengono discusse le istanze dei cittadini, ma questioni di imprenditori che chiedono variazioni di destinazione d’uso. Nulla da obiettare ovviamente sull’imprenditore che cerca di sistemare le proprie cose, ma i cittadini cosa devono ancora aspettare? Inoltre il consiglio non è stato trasmesso in streaming, la legge sull’amministrazione trasparente dice che la video ripresa dell’organo consiliare costituisce una forma di documentazione delle modalità di esercizio del munus di ciascun consigliere comunale e della attività da loro svolta e deve essere garantita alla collettività mediante appunto la diretta. Ma niente, nessuna diretta in streaming oggi. Approvato uno dei punti in cui sindaco e imprenditore nel 2004 finirono sulle cronache nazionali perché protagonisti di una pesante vicenda giudiziaria, che li aveva visti contrapposti. Un punto ritirato grazie alla minoranza, a tutela del consiglio. Queste le parole del consigliere comunale di minoranza, Valeriano Tasca: “Oggi un consiglio comunale senza diretta streaming. Diritto negato agli anagnini che volevano seguire i lavori del consiglio, ma forse è andata, meglio così. Poi….ad agosto mi sarebbe piaciuto discutere sul perché ancora non sono stati fatti i lavori alla Calzatora, al campo sportivo, alla Badia della Gloria, Auditorium, ex scuola Vinci guerra, perché nessun parco per i bambini o un campo da basket per i ragazzi, come avevo proposto. Niente!!! Ancora parlano di visione futura per Anagni 2032 e vabbè! Detto ciò faccio un piccolo riassunto: la famosa svolta storica e rivoluzione urbanistica che doveva essere fatta dall’amministrazione Natalia è definitivamente morta e sepolta visto che sono state revocate le tre delibere sulla rigenerazione urbana. Revoca tramite un atto di indirizzo che poco ha a che fare con una delibera di revoca. Delibere ricordo sbagliate,come ha affermato la Regione Lazio (sarà un complotto pure questo?). Poi, un punto ritirato grazie al fatto che la minoranza per fortuna studia le carte e gli atti e tutela il consiglio. E infine la spaccatura della maggioranza consiliare sul punto del programma integrato della Ditta Savone. E qua ci sarebbe tanto da dire giacché in molti ricorderanno cosa successe in quell’occasione tra il proprietario della ditta e al tempo il vice sindaco e oggi sindaco di Anagni. Ma credo che qualcuno abbia già detto tutto!!!!”. Anna Ammanniti
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