Trecento operai della Cartiera Reno De Medici, nel frusinate, non sono rientrati al lavoro e da domani saranno in cassa integrazione a causa del blocco del depuratore industriale della AeA.
Lo stato di degrado e la mancanza di interventi di messa in sicurezza dell’impianto Cosilam, per decenni abbandonato a se stesso, fino al punto da compromettere l’ambiente circostante per diversi chilometri, hanno provocato un effetto domino devastante. Massimo Barillaro, amministratore giudiziario della AeA, la società che si occupa della gestione di tutti i depuratori nel Lazio per conto del Consorzio Unico Industriale, il cui presidente è Francesco De Angelis, ha dato il via ai lavori di riadeguamento e messa a norma dell’impianto di Villa Santa Lucia. Con lo svuotamento delle vasche è emersa una situazione incresciosa e soprattutto dannosa per la collettività. Residui di fanghi allo stato solido e calcificati che per poter essere rimossi necessitano di una serie di interventi estremamente delicati. Per poter fare questo è stato obbligatorio interrompere l’attività di depurazione di quelle aziende che sversavano oltre il dovuto. Tra queste anche la cartiera Reno De Medici che rischia il blocco per diverse settimane.
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