(di Alessandro Andrelli) E’ stato un commosso e sentito ultimo saluto a Don Luigi Di Stefano quello che si è svolto nel pomeriggio di oggi, nella Cattedrale di San Giovanni e Paolo a Ferentino. Scomparso dopo una breve malattia all’ospedale Spaziani di Frosinone nella mattinata di venerdì, Don Luigi ha lasciato una traccia indelebile di se in tutta la città di Ferentino, soprattutto perché per oltre 40 anni è stato il custode spirituale e responsabile religioso del patrono Sant’Ambrogio.

La comunità di Ferentino, ha gremito il Duomo sin dalle prime ore del pomeriggio, dove era stata allestita la camera ardente. Per l’occasione, infatti, all’arrivo della salma a Ferentino, alle ore 12.30 di oggi, le confraternite di Ferentino, i familiari e i tanti fedeli che erano molto legati a Don Luigi Di Stefano, si sono ritrovate nel piazzale di Collepero. Le confraternite erano vestite con la tradizionale tonaca utilizzata durante i festeggiamenti di Sant’Ambrogio. A spalla, per rispettare il volere di Don Luigi, i confratelli lo hanno accompagnato portandolo a spalla fino su in Cattedrale, dove ad attenderlo c’era anche la statua di Sant’Ambrogio, in via del tutto eccezionale esposta e portata anche all’esterno del Duomo. Poi alle ore 16.30 i funerali, officiati dal vescovo diocesano, Monsignor Ambrogio Spreafico. In una chiesa colpa di gente, durante l’omelia mons. Spreafico ha ricordato la missione eucaristica di Don Luigi, le ultime telefonate, la sua commozione in questi giorni di ospedale, proprio mentre la città festeggiava Sant’Ambrogio: “Il suo esempio, la sua carità, la sua devozione alla Madonna, la sua missione eucaristica, la sua passione per i più deboli, per la musica e il suo amore per Gesù ne hanno contraddistinto l’attività sacerdotale. Ha compiuto la sua missione e fatto tanto per la comunità, anche negli ultimi anni quando aveva concluso la sua attività ecclesiale”.

Presenti le massime autorità civili e religiose, tra le quali il sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, il presidente della Pro Loco, Fiorini e tutte le confraternite di Sant’Ambrogio, in abiti religiosi, che dopo la Santa Messa lo hanno nuovamente accompagnato, tra il suono delle campagne delle chiese cittadine, fino al piazzale di

Collepero, dal quale poi è partito per raggiungere il vicino Cimitero.
Il saluto più sentito è stato, prima della conclusione del rito funebre, quello di Monsignor Nino Di Stefano, che per primo sui social aveva dato la notizia della scomparsa di Don Luigi: “Ci eravamo sentiti venerdì mattina, e non voleva salutarmi, aveva tanta voglia di parlare. Gli avevo raccontato l’ovazione che durante la processione di Sant’Ambrogio aveva ricevuto a Sant’Agata e si era molto commosso. Abbiamo vissuto tutta la vita insieme, siamo cresciuti insieme, in ogni attività. Tutti lo ricordano per il suo impegno e la sua attività per Sant’Ambrogio, ma Don Luigi era molto di più, ha fatto tantissimo per la comunità di Ferentino, era vicino agli ultimi in silenzio, era vicino ai giovani, era vicino ai suoi parrocchiani e ai malati che non mancava mai di andare a trovare e confessare”.
Un rito funebre semplice, unico e sentito, come avrebbe desiderato Don Luigi Di Stefano.
Mancherà a tutti, mancherà il suo corpo e la sua presenza, ma la sua testimonianza, il suo esempio e la sua cristianità saranno sempre in tutti coloro che lo hanno conosciuto in vita.
Alessandro Andrelli