Arredo e Design – Salone del Mobile 2015

paolo
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Si è chiusa domenica 19 aprile la 54° edizione del salone del Mobile di Milano; nella cornice splendida del Polo fieristico di Rho-Pero, su un’area di 152.000 mq, circa 1.400 espositori nazionali ed internazionali hanno presentato la produzione più recente nel campo dell’arredo e del design. La rassegna di Milano, senza dubbio la più importante d’Europa, traccia annualmente le mode e le tendenze del settore.

Netta è parsa la divisione tra mercato interno ed europeo e prodotti destinati al mercato estero (russo ed orientale), produzioni sostanzialmente separate anche dalla collocazione in padiglioni differenti.

Ho rubato ”scatti” all’interno degli stand delle aziende più note e per questo mi scuso per la scarsa qualità delle immagini inserite, ma i servizi d’ordine sono stati in molti casi inflessibili.

Quali le impressioni?

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ACERBIS

Certamente una conferma delle linee pulite e rigorose ed l’utilizzo delle essenze di legno con toni medi (noce) e scuri (rovere tinto e wengè) per gli ambienti più moderni, toni più chiari per gli arredi tradizionali; una presenza significativa di un materiale “nobile“ quale il marmo, declinato in diverse tipi, dai più comuni come il Carrara ai più ricercati come il Palissandro o i marmi con inclusioni di fossili.

Interessante l’effetto ottenuto contrapponendo la leggerezza del vetro trasparente con materiali più consistenti quali il legno in forte spessore ed ancora marmi, connubio proposta da tutti brand più noti.

Ho provato a fare una valutazione delle proposte viste, utilizzando un criterio di giudizio che tiene conto dei seguenti fattori: storia del marchio, capacità di innovazione, qualità e sapienza delle lavorazioni presentate; il quadro che mi è stato possibile determinare, riferendomi naturalmente a questa edizione del Salone, non sempre coincide con la notorietà del marchio indicato, in alcuni casi anzi, alcune aziende hanno deluso le aspettative.

Iniziamo proprio dalle “delusioni”.

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MOLTENI

MOLTENI & C., l’oggetto presentato all’ingresso Stand (da sempre “icona” della produzione) quest’anno è stato il tavolo Sphere di Ron Gilad, design anni ’70 “povero” nelle linee, distante “anni luce” dai Tavoli ARC di Foster & Partners o il tavolo Diamond di Patricia Urquiola.

Più interessante invece la sezione dedicata ai prodotti “storici”.

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LEMA

Anche Lago mi pare abbia perso molto della spinta innovativa, i progetti 36.8 e Now vengono solo integrati con il tocco “modaiolo” del legno più grezzo. Più coerenti con la loro storia, aziende come LEMA, Minotti e BAXTER. La prima continua nel processo di innovazione del prodotto storico a misura “Selecta” la nuova immagine attualizza l’effetto finale, senza snaturarne i concetti fondamentali. Minotti, propone la sinuosità di Yin e Yang all’interno di un ampio “giardino”, Baxter, avvalendosi, come sempre, del design di Paola Navone, esalta le caratteristiche della pelle, con lavorazioni che la rendono soffice come un tessuto. Sempre interessante, Moroso per prodotto ed allestimento, un “bosco artificiale”; emozionante EDRA.

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GIORGETTI

Giorgetti fa scorrere i suoi prodotti all’interno di una struttura a nastro trasportatore, così da farne apprezzare le fasi di lavorazione. RIVA 1920 ambienta la produzione nel “magazzino” tra scaffalature industriale e pallet. Di grande impatto anche la presenza delle firme della moda: Versace, Fendi, Cavalli, Desigual o dei costruttori di automobili come Bentley o Aston Martin, prodotti rivolti ad un mercato di altissima fascia, principalmente estero.

Roberto RUFA

 

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