Biologo e naturalista, Massimo Mastroianni è un giovane 50enne di Arpino che, con la sua umiltà, il fare galante, i modi pacati ed il rispetto che usa in qualsivoglia circostanza, riuscirebbe a mettere a suo agio ed infondere serenità anche all’essere più asociale del mondo.
Insieme ad un gruppo di volontari puntualmente attivo sul territorio, Massimo ed i suoi amici stanno dando un esempio concreto di impegno sociale, con particolare attenzione per l’ambiente e la tutela dei beni comuni, al fine di valorizzare la bellissima Arpino e gli scorci straordinari che la caratterizzano. Di recente Massimo ha rilevato le mura di quello che è stato, di generazione in generazione, lo studio fotografico della famiglia Folchetti. A seguito di un capillare restauro, è riemersa la storia della struttura, il suo originale assetto architettonico, le pietre che raccontano: percorrendo le stanze, le pareti, sembra di essere in un sito archeologico. Ancora una volta Massimo è riuscito a tirare fuori il meglio, il meglio che era andato perso, ridonando splendore al suggestivo luogo. Ci associamo alla considerazione espressa da Massimiliano Malerba «La Cultura, la Natura, l’Umanesimo, sono patrimonio storico di Arpino e devono essere tutelati, magnificati, perseguiti con tutte le forze. Bravissimi. Auspico che questo sia solo l’inizio di un percorso per creare un Centro di riferimento, un luogo dove difendere il territorio e diffonderne i valori, rendendoli disponibili a tutti». Dopo la ristrutturazione, un altro passo sostanziale in linea con il nobile proponimento coltivato da Massimo: fino al 21 agosto, con ingresso libero dal tramonto in poi, il “salotto di Massimo” in via Giuseppe Cesari 1 ospiterà la mostra fotografica “Osservare nel silenzio”, di Mirko Dell’Unto. Anche lui giovane arpinate, fotografo per passione, amante della natura, con i suoi scatti capace di immortalare gli istanti più suggestivi del paesaggio, in particolare «uccelli “catturati” nelle loro selvatiche attività quotidiane», straordinari quanto insoliti esemplari che vengono ad arricchire la fauna della Terra di Cicerone. L’invito non può essere che “volate a visitare la mostra”, rigorosamente dal tramonto in poi, fino al 21 agosto. Sara Pacitto
