L’ultimo consiglio prima della pausa estiva vede importanti novità per i cittadini volsci. L’altro ieri infatti sono stati discussi ben 13 punti inseriti all’ordine del giorno.
Spiccano i debiti fuori bilancio riconosciuti dall’assise e che quindi verranno pagati dall’Ente ma che secondo l’opposizione – in particolare il consigliere Tersigni – potevano essere evitati; spicca l’adeguamento delle tariffe dell’asilo nido comunale che verranno abbassate in base a quanto disposto dalla Regione Lazio; spicca l’inalienabilità – per i prossimi 5 anni – di 29 alloggi popolari per via di un finanziamento regionale e spicca la problematica del centro anziani: ne ha assunto il controllo il consigliere Fausto Baratta che all’assise ha comunicato d’aver assunto il ruolo di commissario. Intervenendo ha fra altro detto: “Non escludo che l’immobile possa essere destinato ad altra attività”, in considerazione delle “troppe fazioni che si guardano in cagnesco”. E poi ha aggiunto: “Non saranno più tollerati atteggiamenti divisivi”. Il dibattito si è acceso anche in merito all’interrogazione sulle elezioni dei consigli direttivi dei Comitati di Quartiere e ha visto protagonisti i consiglieri Altobelli e Monorchio. Secondo Altobelli una eletta è incompatibile, secondo Monorchio no. “I regolamenti – ha detto Altobelli – li abbiamo fatti per sprecare carta!” dopo un vivace dibattito. “Si aspetti una risposta informale” ha chiuso la discussione Monorchio. All’unanimità è stato invece approvato il PEBA, cioè Piano Eliminazione Barriere Architettoniche che ora prevederà una verifica ufficiale di tutte le barriere architettoniche presenti in città che dovranno essere rimosse. Passa anche un provvedimento tecnico che interessa l’area industriale Asi: sono state aggiornate le mappe del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico del Bacino dei fiumi Liri-Garigliano con modifiche alle fasce fluviali del Fiume Liri. Riguardo i debiti fuori bilancio che l’Ente ora dovrà pagare, è stato il consigliere Valter Tersigni a porre alcune interessanti domande. In particolare su un debito che l’Ente deve ad una ditta locale, per un importo di 58 mila euro. “Perchè il Comune non ha fatto opposizione quando poteva? Il debito allora era di 51mila euro. Oggi la città si trova a dover pagare 7mila euro in più, sono soldi bruciati, per effetto di una noncuranza. Gli uffici dovrebbero agevolare”. Gli altri due debiti sono da sinistri e ammontano, uno a 38.500 euro oltre a spese e interessi e l’altro a 3.457,44 oltre alle spese e agli interessi. Su questi punti, hanno votato contro sia Tersigni che Cerqua che Conte.
