L’Associazione Gottifredo di Alatri, il Festival Francesco Alviti di Ceccano, l’Associazione Colle Ionci di Velletri e IndiEgesta di Ceccano scrivono a Zingaretti e al Difensore civico regionale.
“Come responsabili delle nostre Associazioni- scrivono Tarquini, Alviti, Bottini e Ciotoli- abbiamo inviato al presidente della Regione Lazio, al presidente di Lazio Crea, al presidente della Commissione esaminatrice e al Difensore civico regionale, una nota nella quale esprimiamo disappunto e delusione per i risultati dell’Avviso pubblico per le iniziative culturali del Lazio per l’anno 2022 i cui punteggi, a nostro giudizio – non corrispondono alla qualità dei progetti da noi presentati, ammessi ma non finanziati per esaurimento di risorse”. “Non si tratta- continuano i quattro- di una doglianza da attribuirsi semplicemente al fatto di non aver visto premiate le nostre proposte che, per quanto ci riguarda, abbiamo realizzato e realizzeremo comunque con altre risorse e, soprattutto, il nostro impegno. Né la nostra nota è la premessa di un’azione presso la giustizia amministrativa, che avrebbe costi rilevanti e tempi lunghi, anche se dovessero essere compensati da un esito positivo. Un ricorso, infatti, finirebbe con il provocare difficoltà e ritardi all’attuazione di quei progetti finanziati con merito di associazioni che, come le nostre, lavorano con serietà e passione per le finalità che tutti condividiamo. Poniamo, invece, problemi di carattere generale, che riguardano il come questi avvisi sono ideati e attuati, e cioè su modalità che determinano opacità delle scelte e danno luogo a decisioni di cui è difficile comprendere le motivazioni con le quali siano state assunte. Contestiamo, infatti, la platea troppo ampia e variegata dei soggetti destinatari (dai comuni agli enti turistici e alle Pro Loco, dalle associazioni culturali a quelle di promozione sociale) che compromette la seria “comparabilità” dei progetti. Contestiamo (e non siamo gli unici a farlo, viste anche recenti prese di posizione di enti pubblici per procedimenti analoghi) la grande indeterminatezza dei criteri adottati per l’attribuzione dei punteggi che mancano, nella maggior parte dei casi, di quei “sub criteri” che servono a evitare l’esercizio del “potere discrezionale” in misura tanto larga da sconfinare nell’arbitrio. Abbiamo chiesto che siano pubblicati tutti i progetti vincitori, i curricula dei commissari, con l’aggiunta della precisazione se si tratti di personalità esposte politicamente, anche in senso lato”. Ey
