ULTIM’ORA Governo – I ministri Gelmini e Brunetta lasciano Forza Italia

Alessandro Andrelli
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Mariastella Gelmini e Renato Brunetta lasciano Forza Italia dopo quanto accaduto ieri in Senato.

Dopo l’addio di Mariastella Gelmini, anche Renato Brunettam ministro della Pubblica Amministrazione ha annunciato l’uscita da Forza Italia. “Non sono io che lascio, ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato sé stessa e ha rinnegato la sua storia. Non votando la fiducia a Mario Draghi, il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura. Sono degli irresponsabili coloro che hanno scelto di anteporre l’interesse di parte all’interesse del Paese, in un momento così grave. I vertici sempre più ristretti di Forza Italia si sono appiattiti sul peggior populismo sovranista, sacrificando un campione come Draghi, orgoglio italiano nel mondo, sull’altare del più miope opportunismo elettorale. Mi batterò ora perché la sua cultura, i suoi valori e le sue migliori energie liberali e moderate non vadano perduti e confluiscano in un’unione repubblicana, saldamente ancorata all’euroatlantismo. Perché dobbiamo contrastare la deriva di un sistema politico privo degli anticorpi per emanciparsi dal populismo e dall’estremismo, piegato a chi lavora per modificare gli equilibri geopolitici, anche indebolendo l’alleanza occidentale a sostegno dell’Ucraina”. Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, ieri ha deciso di lasciare Forza Italia dopo che il partito ha annunciato la non partecipazione al voto di fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Una decisione, presa anche da Lega e M5s, che di fatto ha messo la parola fine all’esperienza di governo. “Quello che è successo ieri è gravissimo. La crisi si era aperta a causa delle convulsioni del Movimento Cinque Stelle non era facile riuscire a prendersi la responsabilità di portare il Paese al voto in mezzo a una crisi senza precedenti, con l’inflazione ai massimi da quarant’anni, e una guerra. La Forza Italia che ho conosciuto in questi venticinque anni di militanza e di impegno politico, sarebbe stata dalla parte di Mario Draghi, che ha fatto un ottimo lavoro, è un convinto europeista, e che certo non è di sinistra.”   Gelmini ha quindi puntato il dito contro la Lega, accusando Forza Italia di essersi completamente appiattita sul partito di Matteo Salvini, rinunciando così alle proprie istanze. “Già dalla settimana scorsa la Lega ha cominciato a mettere paletti, fino ad arrivare a prefigurare la richiesta di sostituire un ministro come Lamorgese (che non è dei 5 Stelle!), senza che da FI si alzasse una sola voce critica. La gestione di ieri è stata la rappresentazione dell’appiattimento acritico sulla Lega ed è stato il colpo definitivo di una storia ultra ventennale di battaglie liberali, riformiste ed europeiste. Non potevo restare un minuto in più in un partito che non riconosco”.   Secondo la ministra, Forza Italia “si è sciolta nel populismo salviniano” e il partito che lei ha conosciuto “non avrebbe avuto dubbi nello scegliere fra Draghi e le pulsioni sovraniste di Salvini, e non avrebbe permesso che il presidente Berlusconi, che ha fatto grandi cose per il Paese, e che ha pagato per questo un prezzo alto, si allineasse a questa destra”. Proprio in merito a Silvio Berlusconi, Gelmini ha raccontato di aver provato a convincerlo, “ma è evidente che ha fatto la sua scelta e io ho fatto la mia”.  
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