Nella notte tra il 17 e il 18 luglio ignoti hanno dato fuoco alla macchina del giornalista Francesco Digiorgio, presso gli Altipiani di Arcinazzo. La macchina di proprietà della compagna del giornalista è andata fuoco sotto casa, probabilmente il rogo è stato azionato con della benzina.
Nel corso del 2021, secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio di Ossigeno, i cronisti che hanno subito intimidazioni sono stati 384. Spesso viene utilizzata anche l’arma della querela “pretestuosa” per far desistere i giornalisti dalle loro inchieste. Il Lazio risulta essere la regione in cui si sono state denunciate più minacce ma, se non si considerano i numeri assoluti, Puglia, Abruzzo, Campania e Basilicata sono le regioni in cui la pressione intimidatoria è più alta. Il tentativo di mettere il bavaglio alla libertà di stampa, alla libertà di espressione, deve essere assolutamente allontanato. Solidarietà al giornalista Digiorgio da parte di tantissimi colleghi e anche dall’Ordine del Lazio e dal Consiglio nazionale dei giornalisti. “Una striscia di benzina a mo’ di miccia e poi il rogo della vettura, nella notte tra il 17 e il 18 luglio è stata così distrutta l’auto utilizzata da Francesco Digiorgio, giornalista pubblicista, presso gli altipiani di Arcinazzo, nell’alto frusinate (Lazio). La vettura era di proprietà della sua compagna ma tutto fa pensare che Digiorgio fosse il vero obiettivo dell’incendio, anche perché la sua macchina era da alcuni giorni in officina per riparazioni e la mano che ha colpito è andata a colpo sicuro sotto la sua abitazione. L’Ordine dei Giornalisti del Lazio e il Consiglio nazionale esprimono solidarietà a Digiorgio per questo gesto premeditato. Saranno gli inquirenti e la magistratura ad accertare i fatti, ma la vicenda è molto grave. L’episodio sarà segnalato al coordinamento per la sicurezza dei giornalisti istituito presso il Ministero dell’interno. Sul posto sono intervenuti Polizia e Vigili del Fuoco. “L’attentato incendiario ha messo a rischio un’intera palazzina dove, oltre a noi, alloggiano anche altre persone. La mia compagna inoltre è incinta al sesto mese. Un atto intimidatorio tipico dei metodi mafiosi.” Così Digiorgio scrive sul sito “Informare h24” sul quale, da un po’ di tempo, si occupava di diverse anomalie riguardante il pascolo degli animali nella zona.” Mobilitazione da parte anche di alcune associazioni di giornalisti, in vista una richiesta per introdurre il reato di ostacolo all’informazione. Anna Ammanniti
