FOCUS – Covid, Omicron 5: sintomi, incubazione e quanto dura

Anna Ammanniti
7 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) Secondo le più recenti fonti del Ministero della Salute, la variante Covid Omicron 5 sta rapidamente diffondendosi soppiantando tutte le altre varianti presenti in Italia. Anche l’OMS sta registrando lo stesso fenomeno a livello mondiale.

A livello mondiale, il numero di casi settimanali è aumentato per la quinta settimana consecutiva, dopo una tendenza in calo iniziata dal picco di marzo 2022; nella settimana dal 04 al 10 luglio 2022 sono stati segnalati oltre 5,7 milioni di nuovi casi, ovvero circa il 6% in più rispetto alla passata settimana, mentre il numero di decessi è rimasto invariato o quasi. A livello regionale l’infezione è in crescita nella Regione del Mediterraneo Orientale (+25%), Regione Europea (+4%), Regione Sud-Est Asiatico (+5%) e nella Regione del Pacifico occidentale (+28%). diminuito nella Regione africana (-33%) e nella Regione delle Americhe (-1%). A livello nazionale il numero assoluto di casi più elevato è stato registrato in Francia (771 260), USA (722 924), Italia (661 984). Sempre a livello globale la variante Omicron è ormai praticamente l’unica di interesse clinico attuale, con una situazione tra le sotto varianti in costante evoluzione: BA.2 4%, BA.2.12.1 7%, BA.4 14%, (in lieve crescita) BA.5 50% (in netta crescita). Diminuiscono i casi di Omicron BA.2 e salgono progressivamente i BA.4 e BA.5 (Omicron 5), isolati per la prima volta in Sud-Africa in gennaio e febbraio rispettivamente. Al 10 luglio 2022 salgono ad oltre 553 milioni i casi confermati e oltre 6,3 milioni i decessi a livello globale. (fonte OMS). La variante Omicron 5 risulta particolarmente contagiosa, secondo il prof. Pregliasco il valore R0 per Omicron 5 sarebbe pari a 15-17! Ovvero ogni infetto è destinato a contagiare a sua volta mediamente altre 15-17 persone, mentre non sembra essere anche più pericolosa. In Italia i numeri sono in aumento, con il numero di attualmente positivi che supera quota 900mila e nonostante il periodo estivo in cui molte attività vengono svolte all’aperto, si conferma una fase epidemica acuta caratterizzata da un forte aumento dell’incidenza, da una trasmissibilità al di sopra della soglia epidemica e da un aumento nei tassi di occupazione dei posti letto in area medica e terapia intensiva (Fonte: ISS). Secondo dati pubblicati al 22 giugno la diffusione delle varianti Omicron si presenta: BA.1 0,32% (Omicron 1), BA.2 62,98% (Omicron 2), BA 4 11,41% (Omicron 4), BA 5 23,15% (Omicron 5.) Purtroppo una delle caratteristiche delle varianti Omicron è la capacità di eludere le difese immunitarie acquisite mediante precedente infezione, a detta degli esperti sembra che ad oggi venire contagiati e sviluppare la malattia conferisca una protezione inferiore al passato. In Italia l’epidemia si trova in una fase di peggioramento, con un progressivo aumento del numero di casi dovuto probabilmente a graduale diffusione della variante BA.5, e aumento medio del tempo trascorso dall’ultima vaccinazione (fonte: The Lancet). A riprova di questa facilità di contagio diversi studi hanno rilevato che le sotto varianti BA.1, BA.2 e BA.3 di SARS-CoV-2 hanno mostrato una resistenza simile ma sostanziale all’attività neutralizzante del vaccino e indotta da infezioni. Le nuove sotto varianti BA.2.12.1, BA.2.13, BA.4 e BA.5 contenenti sostituzioni Leu452 mostrano un potenziale infettivo maggiore rispetto a BA.2. Sono intanto entrati in rolling review i vaccini aggiornati di Pfizer e Moderna, sviluppati proprio verso Omicron. Quello di Moderna, Spikevax il nome commerciale, sarà la prima formulazione bivalente, conterrà cioè le informazioni di due diverse varianti del virus. La rolling review che è lo strumento con cui l’Agenzia Europea del Farmaco sta valutando con percorso accelerato sicurezza ed efficacia dei nuovi farmaci e vaccini prima di autorizzarne l’immissione in commercio. I sintomi di Omicron 5 sono naso chiuso e che cola, malessere, affaticamento e stanchezza, mal di gola e di testa, dolori muscolari, riduzione di appetito, tosse insistente, nausea e diarrea, febbre o febbriciattola, ma spesso anche senza febbre. Sono meno comuni, ma comunque possibili, perdita di olfatto e gusto. Sono disturbi fortunatamente leggeri, a differenza di Delta, c’è un maggior coinvolgimento delle vie aeree superiori, ovvero naso e gola, ad esempio, rispetto ai polmoni, e questa è anche un po’ la ragione dei minori tassi di ospedalizzazione. In presenza di un’eventuale mancanza di fiato, deve subito essere segnalata al medico e possibilmente monitorata con un saturimetro, ma più in generale i sintomi possono essere più o meno forti, essere presenti tutti o solo in parte, e severità e durata possono presumibilmente variare in base a fattori quali vaccinazione, età, stato di salute generale e quindi capacità di reazione del sistema immunitario e molto altro. L’OMS raccomanda di allertare immediatamente il medico in caso di mancanza di fiato, disturbi del linguaggio, confusione, difficoltà di movimento, dolore al petto. Il tempo d’incubazione generalmente associato all’infezione da COVID-19 è mediatamente di 5 giorni, con una forbice compresa tra 2 e 14, ma la variante Omicron sembra avere un esordio più rapido, spesso datato attorno a 3-4 giorni circa. I sintomi di Omicron per chi sviluppa la malattia in forma lieve possono durare da 2 a 5 giorni, spesso non di più. Diverso è purtroppo il discorso sulla durata della positività, che può persistere più a lungo. L’efficacia dei vaccini sembra essere ridotta, ma l’aspetto importante è che rimane comunque elevata nei confronti del rischio di sviluppo di malattia grave. Nei vaccinati per quanto emerso finora la variante Omicron ha molte più probabilità di risolversi rapidamente e con pochi o senza sintomi. Sono in questo senso emblematiche le statistiche che dimostrano come le terapie intensive ospitino in percentuali preponderanti soggetti che non abbiano ricevuto alcuna dose. Soprattutto nei vaccinati con la terza dose si è spesso osservato un decorso lieve o nullo, privo di sintomi nonostante la positività. (fonte dott. Roberto Gindro) Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento