Botte e sputi alla moglie, 38enne di Monte San Giovanni Campano condannato ad un anno e cinque mesi di carcere più una provvisionale e le spese legali.
La vicenda risale ad alcuni anni fa quando l’uomo, che lavora come impiegato, aveva iniziato ad insultare e minacciare di morte la coniuge strattonandola e picchiandola in più occasioni, cagionandole lesioni che avevano richiesto le cure del pronto soccorso. La prima aggressione risale al 22 marzo del 2017 quando tornato a casa, soltanto perchè non aveva risposto ad un suo familiare, aveva distrutto delle sedie, le aveva sputato addosso, scagliato a terra oggetti e l’aveva colpita con una testata cagionandole diverse lesioni, Per non parlare delle volte in cui la spingeva fuori casa impedendole di rientrare, delle volte in cui la prendeva a testate e la colpiva con pugni e schiaffi. Scene di violenza che sovente avvenivano alla presenza della figlioletta di soli cinque anni Una volta i l’aveva presa per i capelli e le aveva trascinata nella camera da letto dove aveva minacciato di ammazzarla se non gli avesse consegnato tutto l’oro di famiglia. Non contento l’aveva colpita ancora sulla testa cagionandole lesioni personali consistente in un trauma distrattivo cervicale e contusioni ecchimotiche multiple. I medici avevano stilato una prognosi di 15 giorni. Questo continuo regime di vessazioni fisiche e morali hanno portato la donna a rivolgersi all’avvocato Maria Luisa Ambroselli che ha fatto scattare la denuncia per maltrattamenti con l’aggravante di aver commesso tale reato in presenza della figlia minore Ieri mattina è arrivata la sentenza di condanna. Mar. Ming.
