Gallinaro / Sora – Giustizia per Adriano, il neonato morto nel 2017. Dopo i medici, sotto accusa 2 infermiere. Appello della mamma

Caterina Paglia
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Per il piccolo Adriano, il bimbo di appena quattro giorni deceduto nella culla del Nido presso l’Ospedale Santissima Trinità di Sora, giustizia sarà fatta.

La tragedia avvenne nel luglio del 2017 e la madre del neonato, Miriam Volante, ancora non si dà pace e sta di fatto portando avanti una lunga battaglia giudiziaria per far conoscerer la verità e scongiurare così nuovi drammatici episodi. Assistita dall’avvocato Edoardo Cacace, dopo aver portato a giudizio ben sei medici, ora è il turno di due infermiere. Sì, perché nella giornata di martedì scorso, il Gip di Domenico Croce ha emesso un’ordinanza di integrazione sulle indagini per stabilire eventuali responsabilità delle due infermiere che erano in servizio al Nido dell’ospedale Santissima Trinità di Sora la notte in cui perse la vita il piccolo Adriano Dorian Colombi. Il percorso giudiziario è andato avanti con la richiesta della nomina di un nuovo CTU che entro sei mesi dovrà adempiere all’incarico ed è stata rigettata la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero. Si tratta di un’importante svolta per i genitori di Adriano che, dopo l’immenso dolore, chiedono solo di poter ottenere giustizia, affinché tali episodi non si verifichino più. “La mia vita è cambiata per sempre – ha dichiarato Miriam Volante- , ma sono ancora qui a chiedere che sia fatta giustizia per un figlio morto nell’ombra. Nel 2017 il mio piccolo Adriano è venuto al mondo grazie ad una preziosa fecondazione assistita e dopo la 30esima settimana doveva essere trasferito in un ospedale di livello superiore, ma siamo rimasti nella struttura sorana dove ho tranquillamente allattato mio figlio che dormiva in una culletta termica. Poi una notte, proprio nel luogo in cui doveva essere accudito mentre riposavo, Adriano è morto. E, oltre allo shock delle perdita, sono rimasta senza parole dall’arrivo della notizia del suo decesso avvenuto circa due ore prima e fatto in maniera a dir poco brutale. Da qui ho riscontrato una grave mancanza di professionalità, sensibilità e umanità. Ed ecco che la battaglia per il mio figlio ha avuto inizio. Chiedo solo che vengano riconosciute le colpe dei medici e delle due infermiere che hanno spezzato la vita di un’intera famiglia”. Caterina Paglia
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