Veroli – Si è spento Pietro Spagnoli, artista poliedrico del ‘Monumento alla Pace’

Alessandra Cinelli
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Artista come pochi, giunge a Veroli dove al fianco di Ornella Ricca, sua instancabile compagna, fonda il MAC – Museo Atelier Casa. Se ne è andato in punta di piedi, perché Pietro era così, grande nella sua espressione artistica ma uomo umile.

Scultore e pittore, sempre al fianco della sua Ornella. Un incontro fortunato il loro che li ha portati negli anni a realizzare sculture e installazioni. La pace, i diritti umani e l’ambiente i temi ricorrenti. Numerose mostre personali e collettive, affiancando all’attività artistica quella di organizzatore e curatore di eventi. Le sue opere sono oggi presenti in collezioni pubbliche e private. Nel 2010 è fondatore, insieme all’artista Ornella Ricca, del MAC, Casa Museo d’Artista. Dal 2011 è presidente dell’associazione culturale Disegni Dispari, con la quale ha promosso varie iniziative in campo artistico e sociale. Tra le ultime realizzazioni: il “Building Peace, una scultura per la pace, in collaborazione con il Comune di Veroli. Sulla scultura sono incastonate 111 pietre, donate in forma ufficiale da altrettante nazioni dell’ONU, come simbolo dell’impegno alla costruzione di un futuro di pace. Al progetto è stato concesso il patrocino da parte del CNI UNESCO, del Parlamento Europeo, del Ministero degli Affari Esteri e della Prefettura di Frosinone. Nel 2016/2017 ancora al fianco di Ornella Ricca nasce il progetto “EARTH due parole sul futuro”, presentato sotto forma di installazione. Il lavoro prende spunto dagli ostraka. L’opera è infatti caratterizzata da un insieme di frammenti di terracotta, su ognuno dei quali sono incise due parole: la prima da ‘esiliare’, da non dover usare più, e la seconda da ‘accogliere’, sostenere maggiormente, per il bene del Pianeta. Le parole da incidere sugli ostraka sono state chieste a cinquecentocinquanta studiosi e ricercatori di novanta tra Accademie, Università e Centri di Ricerca di buona parte del mondo. Le risposte hanno permesso di realizzare altrettanti frammenti di ceramica, che formano in maniera simbolica una grande intelligenza collettiva, rappresentando una buona sintesi del pensiero contemporaneo su un tema così grande e importante. Nel 2017/2018 la scultura “Il giardino delle rotelle mancanti”, un’installazione artistica itinerante che ricerca luoghi dove l’intelligenza non sia separata dalla coscienza, adatti a coltivare la sinergia tra arte e scienza, tra competenze e conoscenze. Segue l’installazione “Comunque adesso ho un po’ paura”. Il progetto nasce dalla volontà di diffondere ed approfondire le tematiche presenti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Una Dichiarazione offesa, violentata, ridotta in cenere dal continuo disattendere da parte dell’uomo dei principi in essa contenuti. Ultimo il Mite, il primo museo diffuso ideato per promuovere e valorizzare le meraviglie di Veroli, una città che ha amato tanto e alla quale ha regalato il suo talento. Di Pietro si ricorda l’artista ma anche e soprattutto l’uomo. La sua gentilezza, la sua capacità di mettersi all’ascolto dell’altro, il sorriso sincero, l’eccezionale ospitalità. La sua eredità è grande. Ora l’ultimo viaggio alla ricerca della vera bellezza, di quel senso di pace sempre sperato, di quella giustizia che sulla terra si è persa. I funerali si terranno sabato 2 luglio, alle 10.30, nella concattedrale di Sant’Andrea a Veroli.
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