Lazio – Emergenza idrica, si rischia la turnazione. A Frosinone 20 Comuni su 91 in sofferenza, con tendenza al peggioramento

Sara Pacitto
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«Lo stato di calamità servirà ad adottare immediatamente le prime misure, a invitare i sindaci alle prime misure di contenimento perché ovviamente dobbiamo prepararci a una situazione che sarà molto critica e dovrà basarsi sul risparmio idrico in tutte le attività, a partire dai consumi familiari, e anche alla ricerca di forme di approvvigionamento e di presenza vicino alle amministrazioni comunali», così aveva commentato il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, dopo aver proclamato lo stato di calamità naturale per l’intero territorio regionale, fino alla data del 30 novembre.

A seguito del provvedimento di Zingaretti, ovviamente alcuni sindaci del comprensorio hanno firmato le prime ordinanze per contenere i consumi, tra questi Bracciano, Anguillara e Trevignano, che limitano «l’utilizzo della risorsa idrica unicamente a scopi potabili ed a fini igienico sanitari», vietandone esplicitamente l’uso, ad esempio, per l’irrigazione di orti e giardini, per il riempimento di piscine, per il lavaggio di veicoli o di pavimentazioni esterne. Dall’ordinanza sono esclusi i prelievi pubblici destinati all’igiene urbana e quelli degli esercizi commerciali per cui l’acqua è indispensabile allo svolgimento dell’attività. A Latina è allarme siccità: acqua sospesa tutti i giorni dalle 12:00 alle 18:00 e, per alcune aziende, durante l’intera giornata di domenica. Un sacrificio per tutti: la grave crisi determinatasi per l’assenza di precipitazioni meteorologiche è causa di una generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni, per cui, se non cambieranno le condizioni, il razionamento sarà inevitabile. La provincia in maggiore sofferenza è Viterbo, dove 14 comuni su 31 rischiano la turnazione. Segue Rieti dove la stessa misura potrebbe essere applicata a 20 comuni su 58. Per Frosinone a 20 comuni su 91. Meglio nella provincia di Latina, dove c’è però una tendenza al peggioramento. Sara Pacitto
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