FOCUS – Un semplice esame del sangue per misurare l’immunità al Covid e l’efficacia del vaccino

Sara Pacitto
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E’ stato messo a punto di recente il nuovo test che individua nel sangue le spie dell’infezione da SarsCoV2, misurando l’immunità al virus in meno di 24ore. Ha già ottenuto la certificazione europea CE-IVD per la diagnostica in vitro, mentre è in corso la validazione clinica della FDA, Food and Drug Administration, e dell’EMA, Agenzia Europea per i Medicinali.

Il test, applicabile anche su larga scala per valutare l’immunità cellulare della popolazione e testare l’efficacia dei vaccini, potrebbe contribuire significativamente ad identificare le persone più fragili, che necessitano di dosi di richiamo. Lo conferma lo studio pubblicato sulla rivista Nature Biotechnology, condotto da un team internazionale guidato dal prof. Ernesto Guccione del Tisch Cancer Institute al Mount Sinai di New York ed il prof. Antonio Bertoletti della Duke-NUS Medical School di Singapore. «Sappiamo che le persone vulnerabili non sempre sviluppano una risposta anticorpale, quindi misurare l’attivazione dei linfociti T è cruciale per valutare la reale entità dell’immunità di una persona. Inoltre, l’emergere di varianti come Omicron, che sfuggono in buona parte alla capacità neutralizzante degli anticorpi, indica la necessità di test capaci di misurare i linfociti T, che sono più efficaci contro le varianti emergenti che destano preoccupazione». In sostanza il nuovo esame non valuta gli anticorpi ma quantifica l’attivazione dei linfociti T, i protagonisti della risposta immunitaria adattativa, indotta dall’infezione o dalla vaccinazione, che aiuta a proteggerci dalle forme più gravi della malattia, valutando la capacità dei linfociti T presenti nel sangue a reagire ad una serie di peptidi che solitamente ricoprono varie proteine del virus SarsCoV2, inclusa la Spike. Così il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca «La ricerca degli anticorpi è solo un aspetto dell’immunità. Sappiamo che gli anticorpi neutralizzanti sono specifici e calano rapidamente mentre la risposta “T memoria” dura più a lungo ed è plastica, proteggendo dalla malattia ed in parte anche dalle varianti emergenti. Per avere un quadro completo è necessario misurare l’immunità cellulo-mediata, in particolare la risposta “T memoria” agli antigeni del virus SarsCoV2. Questo studio va a validare un nuovo metodo quantitativo ma, a differenza dei precedenti, è rapido e facile da utilizzare sia su un basso che alto volume di campioni di sangue». In questo caso, la scienza va nella direzione di una medicina personalizzata, che permette di valutare l’efficacia del vaccino alle varianti emergenti in tempo reale e consente anche di ridisegnare continuamente i vaccini. Sara Pacitto
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