IL FATTO – Allarme siccità, le Regioni chiedono lo stato di emergenza

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Questa primavera è la sesta più calda di sempre sul pianeta a livello climatico. La terra è sempre più arsa, il Po è in secca e le previsioni annunciano ancora lunghe giornate senza piogge e questa settimana il caldo non diminuirà, per l’Osservatorio è allarme rosso!

Le Regioni, soprattutto del Nord chiedono aiuto al Governo invocando un intervento il più rapidamente possibile per fronteggiare l’emergenza. Il Veneto già nelle settimane scorse aveva chiesto lo stato d’emergenza, ottenendo però un no da parte del Governo, poi si sono mosse la Lombardia e il Piemonte. Nelle regioni settentrionali le precipitazioni primaverili si sono più che dimezzate, con il territorio reso arido da temperature incredibilmente calde. “Sul fiume Po poggia l’intera spina dorsale del patrimonio agricolo e agroalimentare della “food valley” italiana” afferma il presidente regionale dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. “Come Regione Emilia-Romagna siamo pronti a chiedere lo stato d’emergenza nazionale, di fronte all’ondata di siccità di queste settimane. Le conseguenze sulle produzioni agricole e sull’intero habitat ambientale sono già molto pesanti e servono risposte immediate, con procedure rapide. I nostri uffici sono già al lavoro per istruire la richiesta stessa. Lunedì avremo il quadro definito della situazione con i dati dell’Osservatorio sul Po e martedì abbiamo convocato una Cabina di regia con i nostri esperti, la Protezione Civile, i gestori del settore idropotabile e l’Autorità di distretto del Po per mettere comunque in campo i primi interventi.” Anche il Piemonte è preoccupato, l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, annuncia che la Regione chiederà il livello rosso di allerta, in modo da permettere al Governo di intervenire con i mezzi della protezione civile o per decidere gli utilizzi delle acque. Il Po tocca i livelli più bassi da oltre 70 anni e in Piemonte inizia a svanire anche la speranza per le colture, senza piogge il Vercellese non riuscirà ad andare oltre la “prima settimana di luglio” e dovrà dire addio al riso per quest’anno, spiega Confagricoltura Vercelli e Biella. A Milano si valuta di ridurre il livello dell’acqua del Naviglio nella Darsena per fornirla agli agricoltori dell’hinterland, ha detto il sindaco Beppe Sala. “Siamo costretti a intervenire per dare acqua ai nostri campi, se vogliamo salvare i raccolti. Intorno a Milano si sviluppa un grande sistema agricolo e la siccità lo sta mettendo a dura prova, gli effetti dei cambiamenti climatici non li vediamo più solo nei documentari, sono nella nostra vita. E c’è ancora chi pensa che possiamo prendercela comoda”. Anche nel centro-sud la situazione è critica. L’Autorità di bacino del Tevere ha lanciato l’allarme siccità già da diversi mesi. “Noi l’allarme siccità l’abbiamo lanciato tre, quattro mesi fa” spiega il segretario generale dell’Autorità di bacino del Tevere, Erasmo D’Angelis “Non possiamo più inseguire le emergenze, l’acqua deve essere al centro dell’attenzione pubblica e degli investimenti, deve rientrare nei bilanci dello Stato: il tema quindi è fare prevenzione nei tempi di pace. Le regioni del Nord Ovest sono già in sofferenza, e ora anche quelle del Nord Est sono in emergenza. Il Centro è in una situazione pre emergenziale, mentre nel Mezzogiorno il problema siccità è endemico. Significa che il Sud, con alle spalle diverse annate caratterizzate dalla siccità, ha molte zone che vanno verso la desertificazione. Siamo passati da una media di 40 giorni di emergenza all’anno a oltre 150 e questo mette in difficoltà l’agricoltura. Ci restano 10-15 giorni di riserve d’acqua per irrigare i campi”. Minimi storici per i gradi di riempimento anche dei grandi laghi, il Maggiore è al 22%, quello di Como al 25%. Non va meglio al Centro Italia, dove il lago di Bracciano arriva a -107 cm rispetto allo zero idrometrico. Una situazione drammatica, afferma Coldiretti, dovuta alle scarsissime precipitazioni che hanno segnato tutto il 2022, in alcune zone la pioggia manca da tre mesi e ora esacerbata dall’ondata di caldo record che non accenna a scomparire. L’emergenza siccità è così grave che il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha definito inevitabile la dichiarazione di uno stato di crisi. In settimana è prevista una riunione del governo per analizzare la situazione e valutare eventuali misure per far fronte all’emergenza. Anna Ammanniti
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