Il Report esteso settimanale che integra il Monitoraggio Covid Iss-Ministero della Salute, dice che nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni Covid sul totale dei casi segnalati è salita al 7,4%. Sono più a rischio i non vaccinati, le donne, i giovani, i sanitari e chi è stato immunizzato da più di 120 giorni.
Le donne e giovani sono più a rischio perché il maggior rischio nei soggetti di sesso femminile può essere verosimilmente dovuto alla maggior presenza di donne in ambito scolastico dove viene effettuata una intensa attività di screening e al fatto che le donne svolgono più spesso la funzione di caregiver in ambito familiare. Secondo il Report sono più esposte anche le fasce di età più giovani, dai 12 ai 49 anni. Il maggior rischio di reinfezione nelle fasce di età più giovani è attribuibile a comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età over 60 anni. L’Iss ha reso anche noto i risultati dell’ultima indagine rapida sulla prevalenza delle varianti, dalla quale emerge che in Italia il 7 giugno scorso la variante Omicron aveva una prevalenza stimata al 100%, con la sotto variante BA.2 predominante (al 62,98%). Sono invece aumentati i casi riconducibili alle più contagiose sotto varianti, le “sorelle” do Omicron BA.4 e BA.5, e quest’ultima sale al 23,15% di prevalenza dallo 0,41% della precedente indagine. Attualmente, non c’è evidenza che le infezioni causate da BA.4 e BA.5 siano associate ad un’aumentata gravità delle manifestazioni cliniche rispetto a quelle causate da BA.1 e BA.2. Nonostante le preoccupazioni per la maggiore contagiosità delle sotto varianti di Omicron, come l’ultima BA.5, l’efficacia del vaccino anti Covid nel prevenire casi di malattia severa resta alta. È infatti del 68% nei vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni, per arrivare al 87% nei vaccinati con booster. Anna Ammanniti
