Spari al Caffè Minotti di Frosinone, gli investigatori stanno comparando i proiettili che sono stati trovati conficcati alle pareti del locale con quelli utilizzati in precedenti sparatorie in cui è stato coinvolto Ernesto Barile, il frusinate di 40 anni autore indicato come l’autore dell’aggressione ai danni del proprietario del locale avvenuta nel dicembre scorso.
Secondo indiscrezioni trapelate i colpi esplosi nel rinomato bar di via Marittima potrebbero essere stati sparati da una pistola che apparteneva al 40enne che adesso si trova agli arresti domiciliari. Per la cronaca va detto che all’epoca dei fatti Barile si trovava detenuto presso il carcere di Regina Coeli. Dunque non poteva essere lui l’autore di quel fatto criminoso. Ma l’arma però potrebbe essere proprio la sua, I proiettili adesso sono al vaglio dei carabinieri del Ris di Roma per essere esaminati accuratamente. I fatti come già accennato risalgono a circa tre mesi fa quando furono esplosi ben sette colpi di pistola contro le vetrine del Caffè Minotti a Frosinone. Nel giro di poco tempo il proprietario del locale aveva subìto ben due attentati intimidatori (in precedenza ignoti avevano infranto con una mazza ferrata ben due vetrine del locale). Ernesto Barile, è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di lesioni e tentata estorsione. Secondo le accuse il 40enne aveva aggredito e minacciato il titolare del Caffè Minotti perché, avrebbe preteso la garanzia per l’acquisto di una Bmw M3 Cabrio. Ma siccome Ma Vincenzo Minotti aveva respinto tale richiesta ed il giorno dopo aveva anche denunciato l’episodio anche via social. La notte successiva ignoti avevano infranto le vetrine del locale. Al momento gli investigatori stanno ancora lavorando per accertare un eventuale collegamento con quei sette colpi di pistola esplosi nel locale alcuni dei quali erano rimasti conficcati nel muro. Mar.Ming.
