Frosinone – Spaccio di droga nel capoluogo, i difensori chiedono l’abbreviato

Marina Mingarelli
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Spaccio di droga nel capoluogo ciociaro, gli avvocati difensori chiedono i riti alternativi per i loro assistiti. L’inchiesta che ha riguardato l’operazione antidroga denominata “Seven” era stata avviata dai carabinieri nel novembre del 2020.

Ben sette le piazze di spaccio smantellate dai militari nel corso delle indagini che sono durate per circa un anno: via Verdi, via Don Minzoni via viale Grecia via Casilina Nord, piazza Beata Maria de Mattias via del Cipresso e Corso Francia. Le “postazioni” si ramificavano nei paesi limitrofi della provincia ciociara dove numerosi stranieri di nazionalità albanese gestivano lo smercio di droga All’epoca dei fatti erano state emanate 22 misure cautelari: 3 arresti in carcere, 11 ai domiciliari, 7 divieti di dimora e un obbligo di dimora. In carcere erano finiti Milard Durac e Carmela Del Prete, rispettivamente il compagno e la madre di Gloria Pompili la mamma di 23 anni residente in via Bellini massacrata di botte e uccisa a colpi di bastone dalla cugina e dal compagno egiziano di questa che la obbligavano a prostituirsi. Tranne per uno che era rappresentato dall’avvocato Mario Cellitti che ha chiesto il rito ordinario, tutti gli altri hanno optato per l’abbreviato. In questo modo gli imputati potrebbero beneficiare dello sconto di un terzo della pena.. Secondo quanto emerso dalle indagini gli spacciatori incassavano giornalmente circa 15.000 euro, mentre l’incasso mensile si aggirava sui 450 mila euro Nel collegio difensivo gli avvocati Tony Ceccarelli, Luigi Tozzi, Marco Maietta, Riccardo Masecchia e Mario Grieco . L’udienza è stata aggiornata al prossimo 15 luglio . In questa data il giudice dovrà decidere se accogliere o meno alcune eccezioni sollevate dai difensori. Mar.Ming.
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