L’ennesima incompiuta della città dei papi. Il Gen. Rosatella, portavoce di Pierino Naretti consigliere con delega alla mobilità, scruta verso Sud in attesa del tecnico partito dalla Trinacria.
Secondo il già assessore con evidente ritorno di fiamma, il software in dotazione alle bici consegnate da tempo al Comune sarebbe da aggiornare, e la password con annessi e connessi risulterebbe in mano alla società fornitrice delle due ruote elettrificate. L’associazione “Rete Impresa”, nata nel 2017 sotto la giunta Bassetta per partecipare al bando emanato dalla regione Lazio, ricevette un finanziamento di 100mila euro per realizzare postazioni elettrificate ed acquistare 21 biciclette da posizionare a favore di turisti e cittadini. Modificando la iniziale proposta, le tre postazioni sono state ultimate al multipiano San Giorgetto, al parcheggio di Via Piscina e accanto alla scalinata della chiesa di San Vincenzo in San Giacomo. Dopo il rimpallo di responsabilità, con le bici che qualcuno vedeva girare lungo le strade cittadine ma altri riferivano immagazzinate al piano sottostrada del Comando della Polizia Locale, diversi mesi fa Rete Impresa ha passato la mano al Comune, redigendo un atto formale di consegna e notificandolo all’amministrazione. Le bici, veri e propri oggetti del desiderio, sarebbero state dapprima immagazzinate al piano terra di Palazzo d’Iseo, successivamente trasferite in uno dei locali di Palazzo Bacchetti, destinato a Pinacoteca. La gestione di un servizio che non si sa quando potrà vedere la luce, è nell’elenco di cose da fare che il consigliere Pierino Naretti ha stilato dopo aver ricevuto le subdeleghe, tra le quali appunto quella della mobilità sostenibile. Fiducioso nella Befana nonostante l’età non giovanile, Naretti aveva creduto di poter riuscire nella titanica impresa di fare da starter ai turisti che, parcheggiata l’auto da qualche parte, inforcheranno le bici per raggiungere la cattedrale. Intanto le tre postazioni giacciono tra l’incuria e l’abbandono, con i rifiuti che rischiano di ricoprirle accentuando il senso di disfatta che ormai domina incontrastato. E.C.
