Anagni – Porta San Francesco: locale rumoroso sotto casa, alcuni residenti sono davvero stanchi!

Alessandro Andrelli
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Nel pieno centro storico cittadino, precisamente a Porta San Francesco, diversi residenti sono almeno tre anni che vivono una situazione insostenibile. Gli schiamazzi notturni che partono dal locale che fa ad angolo e finisce alle scalette non fanno dormire i residenti.

Notti in bianco a guardare il soffitto, alcuni hanno acquistato anche i tappi per cercare di dormire qualche ora. Gli schiamazzi si sentono fino a via Garibaldi, generalmente iniziano dalle ore 22/23 e continuano fino all’alba, addirittura verso le 4/5 di mattina. Cosa dice la legge sugli schiamazzi notturni e cosa possono fare i residenti per far diminuire o cessare il rumore? L’inquinamento acustico è ormai diventata una costante nei centri più grandi, ma anche le zone più piccole ormai non fanno eccezione. Esistono casi in cui la soglia di rumore supera la normale tollerabilità e diventa davvero insopportabile, uno di questi casi è quello vissuto da alcuni residenti di Porta San Francesco. Rumori molesti tutta la notte, caos e schiamazzi notturni impediscono spesso di dormire e di stare poco in forma durante il giorno. L’art. 844 del Codice Civile stabilisce quelle circostanze in cui il rumore va oltre la normale soglia di tollerabilità e diventa dannoso per la quiete pubblica. Questa soglia di tollerabilità del rumore è fissata generalmente a +5 decibel rispetto al rumore di fondo durante il giorno, e a +3 decibel di notte. Se un esercizio commerciale, di qualunque genere, emette un rumore che supera questa soglia, sta di fatto commettendo un reato. È importante sapere che il codice penale punisce chiunque disturbi la pubblica quiete, sia di giorno che di notte, tramite rumori molesti, schiamazzi notturni, attraverso strumenti sonori o di segnalazione acustica (clacson, altoparlanti), attraverso emissione di musica (dal vivo o riprodotta tramite un apparecchio). In generale il titolare di un locale rumoroso che mette musica a tutto volume, o che non avvisa i suoi clienti di evitare schiamazzi notturni per non disturbare i vicini, sta di fatto attuando un comportamento fuori legge, che può essere sanzionato con un’ammenda e con un periodo di reclusione fino a 3 mesi. Bisogna fare una precisazione, affinché gli schiamazzi notturni e i rumori molesti provenienti dal locale costituiscano a tutti gli effetti un reato, è necessario che si verifichino alcune circostanze. Il reato di disturbo della quiete pubblica si configura infatti solo quando il danno arrecato o potenzialmente arrecato dal rumore che supera la soglia di tollerabilità è diffuso e generalizzato. I residenti disturbati dagli schiamazzi possono innanzitutto far presente la problematica al gestore del locale e cercare insieme una soluzione condivisa. Quando la conciliazione non è possibile, ci si può rivolgere all’autorità giudiziaria, oppure presentare un esposto al Comune di residenza per richiedere la verifica dell’entità del rumore da parte di un tecnico dell’Arpa. Se il rumore supera la soglia di accettabilità, il Comune provvede a sanzionare il soggetto disturbante e può addirittura richiedere la chiusura del locale. Se invece la valutazione dei tecnici è negativa, cioè il rumore prodotto dal locale sotto casa non viene considerato superiore ai limiti, si può comunque agire per vie legali intentando un processo. (foto web) Anna Ammanniti
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