Il Reddito di Cittadinanza, fortemente voluto dal MoVimento 5 Stelle, è stato introdotto a gennaio 2019 con un decreto legge come “misura di contrasto alla povertà”, definito “un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro ed all’inclusione sociale”. Molto spesso i percettori del RdC sono nel mirino di polemiche, indicati come nullafacenti, un peso per l’economia del paese, soldi regalati.
I famosi “progetti PUC”, ovvero i Progetti Utili alla Comunità, che prevedono una sorta di collaborazione da parte dei destinatari di tale agevolazione, non assorbono tutte le unità e spesso si perdono nella trafila burocratica. Inoltre è bene specificare che la partecipazione ai progetti è facoltativa, in effetti “sono tenuti ad offrire la propria disponibilità allo svolgimento delle attività nell’ambito dei PUC i beneficiari del RdC che abbiano sottoscritto un Patto per il Lavoro o un Patto per l’Inclusione Sociale”. Inoltre c’è una differenza sostanziale tra i beneficiari iscritti alla piattaforma del Comune di residenza ed i beneficiari iscritti alla piattaforma del locale Centro per l’Impiego, una volta Ufficio di Collocamento. Arpino ci regala una “bella storia”, quella di Gianluca ed Alessia, due giovani residenti: lui 29 anni, lei 25, percettori del Reddito di Cittadinanza, hanno rinunciato al privilegio per investire sul loro presente e costruirsi un futuro. Stanchi di sentirsi “parassiti della società”, hanno raccolto qualche risparmio e, con l’aiuto delle rispettive famiglie, hanno aperto un’attività presso il centro del paese. In un periodo così economicamente instabile e difficile, Gianluca ed Alessia ci provano, anche per la loro bambina, di appena sette mesi. «Non intendiamo vivere sulle spalle di nessuno, non vogliamo sentirci giudicati come dei profittatori. Siamo consapevoli che di sacrifici ne dovremo affrontare tanti, ne stiamo già sostenendo. Siamo felici e soddisfatti, a fine giornata, di poter dire che abbiamo realizzato qualcosa di nostro. Pensiamo sia un buon esempio anche per nostra figlia, rimboccarsi le mani e darsi da fare per avere una soddisfazione tutta nostra». Una presa di coscienza che non può passare in sordina, nell’indifferenza, un messaggio di determinazione rivolto a tutta la comunità. Un grande in bocca al lupo a questi ragazzi che hanno voluto reagire, offrendo allo stesso tempo un servizio alla cittadinanza: il lavoro di Gianluca ed Alessia è un valore aggiunto, che impreziosisce il tessuto della Terra di Cicerone. Sara Pacitto
