Un atto inqualificabile, squallido, commesso senza rispetto, senza dignità.
Di recente le tombe di due coniugi che riposano presso il Cimitero Comunale di Arpino sono state sfregiate in maniera vergognosa.
La triste scoperta è stata fatta dalla figlia: in visita ai genitori, ha trovato le foto sulle rispettive lapidi con le cornici danneggiate, il vetro rotto. Entrambe, una ad altezza uomo e l’altra sopra di questa, sembrerebbero esser state colpite con un oggetto contundente nella parte superiore, proprio sulla fronte, sia della moglie che del marito.
I figli si trovano d’accordo: è un dispetto, un atto intenzionale, commesso da qualcuno che ha sfogato il proprio rancore sulle due tombe piuttosto che prendere di petto la persona che non stima.
Offendere i morti invece di affrontare colui, o colei, nei cui confronti serba disprezzo o rabbia: i figli invitano il riprovevole incivile a farsi avanti, se ha qualcosa da dire abbia il coraggio di esternarlo, non è necessario deturpare un luogo sacro.
La famiglia provvederà a sporgere regolare denuncia.
Sara Pacitto
