Il virus del vaiolo delle scimmie, monkeypox, è arrivato anche in Europa, 14 casi in Portogallo, 9 nel Regno Unito, 7 in Spagna.
Il vaiolo delle scimmie è una malattia virale che si trasmette toccando animali selvatici infetti, principalmente ratti o scoiattoli dell’Africa occidentale e centrale (Nigeria, Congo e Ghana) che si presume abbiano contagiato gli abitanti dei villaggi. I primi casi sul suolo europeo sono stati registrati pochi giorni fa nel Regno Unito. Il Dipartimento generale della sanità portoghese (DGS) ha confermato di aver registrato 20 casi sospetti (14 accertati) sul territorio nazionale, specificando che i pazienti contagiati in Portogallo sono tutti maschi, quasi tutti giovani e che la situazione è monitorata dalle autorità sanitarie. I principali sintomi associati alla malattia sono febbre, dolori muscolari, brividi, stanchezza ed eruzioni cutanee. Le autorità sanitarie spagnole dopo aver individuato 7 casi a Madrid, hanno attivato un’allerta relativa al vaiolo delle scimmie e stanno analizzando i casi sospetti per confermarli o scartarli ed individuare eventuali catene di trasmissione. Le comunità spagnole sono state invitate a notificare “urgentemente” ai servizi sanitari pubblici i pazienti che riportino sintomi compatibili con quelli indicati: un’eruzione vescicolare “senza una causa spiegabile” unita a febbre superiore a 38,5 gradi, forte mal di testa, dolori muscolari e articolari e infiammazione dei linfonodi. Per essere considerato “caso sospetto”, il paziente deve poi soddisfare uno dei criteri seguenti: aver avuto contatti con un caso diagnosticato nei 21 giorni precedenti, se uomo “aver avuto rapporti sessuali con uomini” o aver viaggiato in “Africa occidentale o centrale nei 21 giorni precedenti l’inizio dei sintomi”. Tutti i casi diagnosticati o sospetti, specifica il quotidiano, sarebbero stati registrati tra uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini. Il vaiolo delle scimmie viene generalmente curato entro poche settimane: il periodo di incubazione dura da 6 a 13 giorni (al massimo fino a 21 giorni) e la malattia, per la quale non esiste un trattamento specifico per il vaccino, si risolve nella maggior parte dei casi dopo due o tre settimane. Il professore Michael Head, docente all’Università di Southampton, ha sottolineato che il vaiolo delle scimmie ha un tasso di mortalità dell’1% e che occorre farsi visitare immediatamente una volta che appaiano i sintomi. La malattia, rassicurano gli esperti, non si trasmette facilmente tra persone, ma per le autorità sanitarie non è da escludere la trasmissione in caso di contatto “estremamente stretto” con una persona infetta: può avvenire quando “si toccano i fluidi corporei della persona portatrice, anche se è possibile che avvenga anche attraverso lo scambio di gocce di saliva”. Anna Ammanniti
