La telenovela “Campo di calcio” è giunta all’ennesimo episodio, ma si sa che le serie sudamericane sono infinite! Eravamo rimasti alla decisione dell’amministrazione comunale di revocare l’appalto alla ditta che aveva iniziato i lavori, per “gravi inadempienze contrattuali.”
I lavori di manutenzione straordinaria al campo di calcio di San Magno ricordiamo che sono iniziati nel 2020 e sono circa due anni che sono fermi. Che ci fosse un problema è assai palese agli occhi dei cittadini, che da tempo non possono usufruire di una struttura comunale, un impianto che doveva essere il fiore all’occhiello della città. L’impresa edile diffidata dall’amministrazione comunale per le diverse inadempienze non ci sta a quanto dichiarato dal Comune, e attraverso una nota legale inviata a Palazzo d’Iseo, ha spiegato e specificato come sono andati i fatti, dando quindi la propria versione degli eventi. Tra le inadempienze tirate fuori dal Comune c’era quella che l’impresa avrebbe omesso di giustificare la propria assenza in una riunione di fine marzo. In realtà la ditta stessa attraverso pec aveva chiesto ulteriori integrazioni riguardo il tema dell’incontro, la pec purtroppo non avrebbe ricevuto risposta. Inoltre con lo stesso messaggio di posta elettronica certificata la ditta chiedeva al Comune la convocazione urgente di un tavolo tecnico in considerazione del fatto che i lavori, secondo la ditta, erano stati sospesi dalla Stazione Appaltante, ossia dal Comune, nell’attesa che l’ente predisponesse la perizia di variante volta a sanare le lacune progettuali. Praticamente senza variante, come poteva la ditta riprendere i lavori? Le intenzioni erano quelle di riprendere la manutenzione del campo, si era in attesa della variante di progetto. Un altro aspetto da chiarire era il fatto che lo scorso agosto il Comune aveva emesso una revoca di appalto, gettando in termini spiccioli in confusione l’impresa. Dal punto di vista giuridico si era trovata spiazzata e aveva chiesto chiarimenti. L’azienda sottolinea che ha sempre voluto riprendere i lavori, ma voleva certezze sul fatto dell’appalto, se fosse stato revocato o no, e in quali modalità operative avrebbe dovuto riprende i lavori se la variante al progetto ancora non c’era. L’impresa si è offerta di riprendere i lavori e di portarli a termine, ovviamente chiarendo la questione dell’appalto e della variante. Se la ditta non riceverà risposta, tutelerà i propri diritti in sede legale chiedendo il risarcimento di tutti i danni. Anna Ammanniti
