La Corte dei conti, Sezione 1^ centrale d’Appello, ha accolto i ricorsi dei coniugi Amedeo Mariani e Carla Salvatori, in merito alla sentenza impugnata e ha liquidato le spese di lite a carico del Comune di Ferentino e a favore degli appellanti in 2.000 euro.
Scagionato dunque l’ex assessore e consigliere ferentinate con sua moglie, impiegata comunale, quale responsabile del procedimento per la raccolta dei rifiuti a Ferentino. Mariani e Salvatori, difesi dagli avvocati Vincenzo Galassi e Roberto Valeri, hanno impugnato la sentenza 83/2018 della Sezione giurisdizionale regionale per il Lazio, che li aveva condannati al pagamento di euro 73.250, per danno conseguente alla percezione di tangenti erogate da soggetti privati. I giudizi di appello in materia di responsabilità proposti dai due contro Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio, Procura generale della Corte dei conti e il Comune di Ferentino, in persona del sindaco pro tempore, difeso dall’avvocato Francesco Antonio Caputo, avverso l’ordinanza della Corte dei conti, Sezione regionale per il Lazio, notificata il 13/4/2018. In relazione ai fatti la Procura regionale Lazio ha contestato a Mariani e Salvatori un’ipotesi di danno erariale per l’importo complessivo di 546.500 euro, calcolato in euro 146.500 pari al doppio della tangente a loro asseritamente versata di 73.250 euro; 400.000 euro pari al 5% del valore complessivo di euro 8.000.000 di un appalto conferito dal Comune nel 2013 per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, a titolo di danno alla concorrenza. Adesso per l’ex amministratore comunale Amedeo Mariani si prospetta il ritorno in campo politico, non da escludere proprio in occasione delle prossime elezioni comunali che si terranno a Ferentino nel 2023. A. A.
