Pietro Ialongo il tecnico informatico originario di Cerro Al Volturno un paese del Molisano accusato di omicidio volontario aggravato per la morte di Romina De Cesare, uccisa con dieci coltellate, ieri mattina nel corso della convalida dell’arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere.
L’uomo che verrà rappresentato dall’avvocato Vincenzo Mercolino si trova al momento recluso presso il carcere di Latina. Al suo legale difensore avrebbe detto di non aver ucciso la sua amata Romina perché lui l’amava. Parole che farebbero dubitare sullo stato psicologico molto altalenante dell’imputato. Non a caso nel momento in cui è stato fermato l’uomo risultava ferito perché aveva tentato di uccidersi . Prima si era legato delle fascette elettriche al collo e si era tagliato le braccia. Secondo il legale difensore il suo assistito non si è reso conto fino in fondo di quello che stava dicendo e di quello che aveva fatto. Una volta gettato in mare era uscito fuori perché voleva ritornare dalla sua amata Romina. Dunque sarebbero forti i sospetti che possa aver agito in preda ad un raptus omicida e che non si sia veramente reso conto di aver ucciso la persona che a suo dire più amava al mondo. Domani pomeriggio la salma della ragazza verrà restituita ai familiari per la celebrazione del rito funebre che si terrà a Cerro Al Volturno città natale della vittima. Mar. Ming.
