Si tratta di un bimbo di età inferiore ai 12 mesi, residente a Roma. Il piccolo è ricoverato, sotto osservazione, in buone condizioni, presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù della capitale. Se confermato, sarebbe il terzo caso di epatite acuta ad eziologia sconosciuta finora riscontrato nel Lazio.
Così l’assessore regionale alla Salute, Alessio Amato «Nessun allarmismo, ma attenzione alta e situazione costantemente monitorata. Auspichiamo che la scienza ci dia presto risposte». Intanto, per approfondire e controllare il fenomeno, è stata avviata una partnership tra IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ed IRCCS Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Sui casi di epatite acuta infantile è intervenuto anche il direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza «Nel Regno Unito sembra esserci un aumento dei casi, hanno avuto anche diversi bambini trapiantati. Relativamente all’Italia, si sta valutando la situazione, per ora abbiamo meno di 10 casi definiti probabili. Con l’attivazione della rete e del monitoraggio, ogni giorno ci sono nuove segnalazioni, ma per ora i casi ritenuti probabili sono ancora limitati. Al momento, abbiamo un solo bambino sottoposto a trapianto, per il resto non abbiamo altri segnali particolari, ma la situazione va certamente monitorata con attenzione». Sara Pacitto
