Anagni – Biodigestore e autorizzazioni, intervista al consigliere provinciale Alessandro Cardinali

Anna Ammanniti
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L’iter burocratico relativo alle autorizzazioni per il mega impianto di trattamento di rifiuto – umido che si intende realizzare ad Anagni in via Selciatella è arrivato all’ultimo step. All’ultima conferenza di servizi presso la Regione Lazio dalle osservazioni della Provincia di Frosinone è emerso che manca attualmente la caratterizzazione del terreno sul quale verrà realizzato il biodigestore.

Abbiamo chiesto al consigliere provinciale con delega all’Ambiente, nonché consigliere comunale di minoranza del Comune di Anagni, Alessandro Cardinali, informazioni a tal proposito. Abbiamo parlato anche del parere sanitario del sindaco di Anagni e del Sin. Abbiamo appreso dalle osservazioni presentate in sede di conferenza dei servizi dalla Provincia di Frosinone in Regione Lazio, riguardo il biodigestore di Anagni, che il terreno sul quale si intende realizzare l’impianto ancora non è stato caratterizzato. Cosa può dire in merito a questa osservazione? Per quanto espresso nel parere della Provincia di Frosinone settore servizi ambientali regionali in riferimento alla matrice rifiuti e bonifiche si evince che le indagini concordate dalla Società con Arpa Lazio non sono state ancora realizzate e per tanto l’ente per quanto di propria competenza rimane in attesa di conoscere gli esiti di tale indagine. È prassi nel campo delle “autorizzazioni per i biodigestori” presentare le analisi scaturite dalla caratterizzazione dei terreni e falde acquifere a quasi fine iter burocratico o andava fatta prima? Non mi risulta che ci siano tempistiche stabilite, ovviamente essendo una richiesta specifica di Arpa devono essere acquisite prima della conferenza decisoria. Sempre in Regione Lazio a quanto pare non è ancora stato presentato il parere sanitario del sindaco di Anagni. Il primo cittadino di Anagni è per legge tenuto a presentare il parere sanitario o è sufficiente quello presentato dall’associazioni medici? Il parere sanitario può essere espresso esclusivamente dal sindaco come previsto dalla normativa che regola lo svolgimento della conferenza dei servizi. Quello allegato alla delibera di consiglio comunale dell’associazione dei medici è stato chiarito in conferenza non sostituisce il parere sanitario del sindaco. A tal proposito come gruppi consiliari di opposizione abbiamo chiesto una commissione sanità e urbanistica con espressa richiesta della partecipazione del sindaco proprio per capire se ha intenzione di produrlo prima della conferenza decisoria. Un biodigestore di tale portata (tratterà 84 mila tonnellate annue di rifiuti) secondo lei è un impianto ad alto impatto ambientale e quale beneficio potrebbe portare ai cittadini di Anagni? Quanti sono i nuovi posti di lavoro che si andrebbero a creare? I benefici dell’impianto per i cittadini di Anagni non ci sono in termini economici e in termini occupazionali sono quantificabili in pochissime unità mentre l’impatto ambientale a mio parere sarebbe importante. In questi giorni è tema “caldo” la questione di Anagni inserita nel Sin e l’azienda farmaceutica Catalent che sposta un ingente investimento di oltre 100 milioni di dollari dalla città dei papi al Regno Unito. Secondo lei è necessario rivedere i confini del Sin o magari pensare prima a una concreta azione di bonifica e poi magari rivedere la questione del Sito di Interesse Nazionale? Per quanto riguarda il SIN, tema caldo di questi giorni, credo che stia rappresentando un ostacolo allo sviluppo del territorio perché la sua perimetrazione è errata e vada modificata attraverso la realizzazione di sondaggi per perimetrare esclusivamente le zone inquinate. Anna Ammanniti
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