IL FATTO – La Liberazione di Italia: forza, coraggio e speranza!

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Oggi gli italiani celebrano la festa della liberazione dal nazifascismo, il periodo più buio della storia del Bel Paese. Il 25 aprile rappresenta per l’Italia il giorno della liberazione dalla dittatura e la nascita della democrazia, festeggiamo 77 anni di libertà!

Oggi è la festa dell’antifascismo. L’antifascismo comprendeva cattolici, comunisti, socialisti, repubblicani, liberali, azionisti, da quell’alleanza è nata la nostra Costituzione, la Costituzione più bella del mondo! Il 25 aprile è la festa nazionale della Repubblica Italiana che celebra la fine dell’occupazione nazista e del regime fascista, il periodo più vergognoso della storia italiana, il 25 aprile è memoria, è la celebrazione di una Repubblica antifascista. È bene ogni tanto ricordare che siamo “liberi” perché i nostri nonni, non solo al fronte, hanno combattuto per regalarci una qualcosa che non ha prezzo, ci hanno resi liberi di pensare, di agire ed esprimerci senza costrizioni, siamo padroni della nostra libera scelta. È necessario ricordare ogni tanto, magari leggendo libri di storia o ascoltando chi quella storia l’ha vissuta sulla propria pelle, oppure visionando documentari, archivi storici, di materiale per informarsi ne abbiamo in abbondanza. Oggi si celebra il coraggio di chi di fronte alla morte ha lottato per la libertà, quella libertà tramandata con il sacrificio e la vita. La Resistenza di donne e uomini ci ha donato uno Stato libero, pagando con la propria vita. Donne e uomini che non si sono piegati ai soprusi, hanno lottando e oggi siamo qui, possiamo esprimere le nostre opinioni liberamente grazie a quel sacrificio. Il mondo sta vivendo un periodo di transizione, due anni di pandemia hanno ampiamente dimostrato cosa vuol dire dover cedere parti di libertà per frenare la corsa del maledetto virus. Abbiamo “sacrificato” solo minime dosi della nostra libertà ed è sembrato come “soffocare”. La libertà di parola, di espressione, di critica, ogni giorno c’è chi vorrebbe scavalcare le libertà altrui, ma la nostra Costituzione è forte, solida, è il risultato di chi la libertà non l’aveva più ed ha saputo riconquistarla lasciandola in eredità. Valorizziamola! Durante la Seconda Guerra Mondiale furono molti i volontari che rischiarono tutto per sconfiggere il nazifascismo. Un conflitto combattuto su due “fronti”: da una parte la schiera degli eserciti regolari, combattenti e vittoriosi nei luoghi delle battaglie decisive e dall’altra parte la guerra clandestina dei popoli vinti, combattuta nell’ombra dalle formazioni partigiane. Il 9 settembre del 1943 all’indomani dell’annuncio dell’armistizio, in una situazione di totale confusione, si forma a Roma il CLN. Nell’aprile del ‘45 cadono una dopo l’altra le principali città del Nord Italia ancora occupate da forze nemiche; il 25 aprile il CLN ordina l’insurrezione generale e intima la resa ai nazifascisti. A Milano arrivano, in una città in sciopero, i partigiani di tutte le zone circostanti. Il 30 aprile le truppe alleate entrano in una città ormai liberata. In Germania, nel frattempo, l’esercito russo e quello americano si congiungono sulle rive dell’Elba. Ricordiamo che l’Italia è una Repubblica antifascista per legge. La XII disposizione transitoria e finale della COSTITUZIONE Italiana vieta la riorganizzazione del partito fascista: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. (1° gennaio del 1948); la LEGGE SCELBA (20 giugno 1952) stabilisce inoltre all’articolo 1: “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista” ; PUNITO CON IL CARCERE: “Chiunque promuove od organizza sotto qualsiasi forma la ricostituzione del disciolto partito fascista a norma dell’articolo precedente è punito con la reclusione da tre a dieci anni”. (Legge Scelba art.2); APOLOGIA DEL FASCISMO: “Chiunque, fuori del caso preveduto dall’art. 1, pubblicamente esalta esponenti, principii, fatti o metodi del fascismo oppure le finalità antidemocratiche proprie del partito fascista è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 500.000. La pena è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione o di propaganda”. (Legge Scelba art.4); LEGGE MANCINO (25 giugno 1993) ribadisce e rafforza: “E’ vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni”. Anna Ammanniti
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