Come abbiamo già scritto in un precedente articolo, i casi di un’anomala epatite acuta pediatrica, segnalati non solo in Europa, destano preoccupazione e particolare attenzione. Si studia anche un’eventuale correlazione con il virus del Covid-19 (leggi qui ).
Si tratta di una patologia molto aggressiva, di origine sconosciuta, che colpisce i bambini sotto i 10 anni. Ancora non ne è stato individuato l’agente patogeno che la provoca. I casi sospetti segnalati in Italia sono saliti a nove: nelle ultime ore un bimbo di 3 anni, residente a Prato, inizialmente assistito presso l’ospedale Meyer di Firenze, è stato trasportato e ricoverato d’urgenza nella struttura sanitaria del Bambino Gesù di Roma. Per ora si esclude la possibilità di ricorrere ad un intervento di trapianto di fegato. Il dr. Massimo Galli, infettivologo, già presidente della SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, non rigetta l’ipotesi che questo ondata derivi da un nuovo virus. Ricordiamo che l’epatite è uno stato infiammatorio del fegato, generalmente dovuto ad un’infezione virale. Chi ne è colpito sviluppa l’ittero, ovvero una colorazione giallastra della pelle e delle mucose. I sintomi specifici sono febbre, nausea, vomito, dolore a livello addominale. Ne consegue un aumento delle transaminasi, che appunto indicano un’infiammazione del fegato. Sara Pacitto
