Anagni – Movimento Biodigestore: “Non risulta fatta la caratterizzazione dove sorgerà l’impianto, è il caso di criminalizzare il Sin?”

Anna Ammanniti
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È quasi arrivato alla fine l’iter autorizzativo del mega impianto di rifiuti che tratterà 84 mila tonnellate l’anno, previsto in via Selciatella sul territorio anagnino.

L’ultima seduta si è svolta in Regione Lazio lo scorso 6 aprile e in quell’occasione è emerso dalle osservazioni della Regione Lazio che a fine aprile inizieranno le indagini preliminari sui terreni. Ma non era stata già fatta la caratterizzazione dei terreni? Il Movimento No Biodigestore osserva: “Dura lex sed lex. Le regole vanno rispettate e le regole sul SIN valgono anche sul biodigestore. Il 6 aprile si è appreso dalle osservazioni della Provincia che dal 28 aprile inizieranno le INDAGINI PRELIMINARI sui terreni. Pertanto, come già segnalato nelle osservazioni del nostro Movimento tramite Legambiente e Quartiere Cerere, non risulta svolta l’attività di “caratterizzazione” dei terreni dichiarata dalla Società ad agosto. In altre parole, la procedura funzionale all’eventuale bonifica del sito in area SIN non era ancora iniziata al 6 aprile. Pochi giorni fa è esploso il caso Catalent ed è partita una campagna mediatica, cavalcata ed anzi lanciata dal Sindaco Natalia, per far cambiare velocemente le regole sul SIN. Sig. Sindaco, si rende conto che con la sua campagna di “sburocratizzazione” e criminalizzazione del SIN lei sta chiedendo al Governo di far cambiare la legge? È il caso di farlo ora? Proprio ora che la normativa sul SIN potrebbe bloccare il biodigestore? Anna Ammanniti
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