Anagni – Catalent: la relazione di Arpa evidenzia inquinamento acque sotterranee

Anna Ammanniti
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La burocrazia italiana cancella gli investimenti che la multinazionale farmaceutica Catalent aveva deciso di indirizzare allo stabilimento anagnino, li ritira e li sposta nell’Oxfordshire nel Regno Unito.

Catalent aveva acquisito l’azienda da Bristol Myers Squibb nel gennaio 2020 e a luglio del 2021 il consiglio di amministrazione aveva dato il via libera al progetto: due bioreattori operativi già pronti ad aprile 2023, a cui ne sarebbero seguiti altri sei. Lo scorso 13 aprile, come evidenziato da “Il Sole 24 Ore” l’Arpa ha scritto al ministero della Transizione Ecologica – che a sua volta aveva avanzato una richiesta di chiarimento – mettendo in evidenza che per suolo e sottosuolo il sito non è contaminato, invece c’è un problema di inquinamento con le acque sotterranee. Il Ministero ricevuta la relazione avrebbe dovuto decidere se dare o meno il via libera all’intervento. Al di là della decisione finale Catalent ha già preso la sua decisione, gli otto bioreattori per produrre i principi attivi dei vaccini andranno nell’Oxfordshire. (fonte Andrea Carli Il Sole 24 Ore). Arpa dice che le acque sotterranee sono inquinate, quindi il problema reale non è la lungaggine burocratica, il “guaio” è l’inquinamento, causato nel corso di mezzo secolo. Ricordiamo che Anagni, come gran parte del territorio che attraversa la Valle del Sacco, è Sito Nazionale di Interesse in quanto fortemente martoriata dall’inquinamento. Un inquinamento provocato da un’industrializzazione selvaggia risalente a decenni fa che il territorio paga e molto salato ancora oggi, paga in termini di malattie e morte. Un intervento urgente sarebbe senza dubbio quello di bonificare e poi sicuramente la burocrazia diventerà molto più “snella”. Anna Ammanniti  
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