Anagni/Paliano – Castellaccio preda degli inquinatori, sotto l’occhio delle telecamere

Ettore Cesaritti
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La zona ai confini tra Anagni e Paliano, terra di nessuno frequentata da balordi e prostitute, continua ad essere utilizzata come discarica di rifiuti di ogni genere.

Un quadro desolante, i cumuli accatastati accanto ai cancelli d’ingresso e alle mura di recinzione di attività datate i cui gestori o proprietari hanno installato telecamere di buona qualità, in grado di riprendere sia nelle ore diurne che notturne, a 360 gradi. La domanda sorge spontanea: vi è collaborazione tra i titolari delle attività munite di videosorveglianza e le autorità cittadine? Accanto ai cumuli di rifiuti anche speciali e pericolosi, è stata scaricata una montagnola di terriccio, probabilmente scavato nei pressi. A decine di metri di distanza, vi è un piazzale ugualmente ricoperto di rifiuti. Per non parlare dei grandi edifici ed opifici in disuso, che un tempo occupavano migliaia di lavoratori. Invece di utilizzare terreni agricoli ottimi per produrre grano ed altro, perché non recuperare quei fabbricati magari installandovi sulle coperture migliaia di metri quadrati di pannelli fotovoltaici? La logica lo impone, le norme lo prevedono, ma prevale la distruzione dell’ambiente e del territori. Cui prodest? E.C.
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