La nuova variante del Covid sembra essere ancora più trasmissibile anche se tuttavia non più cattiva. La tripla dose di vaccino ancora efficace contro la malattia grave.
La variante Xe è un mix di Omicron 1 e 2 che si uniscono e si ricombinano. Sono ancora poche le informazioni sulla variante ma i sintomi riscontrati nei pochi casi rilevati sono praticamente identici a quelli osservati per Omicron. I vaccini attualmente disponibili sembrano funzionare molto bene nel prevenire la malattia grave in caso di ciclo completo, più debole la protezione per quanto riguarda il contagio. Il ricombinante Xe è stato rilevato per la prima volta nel Regno Unito il 19 gennaio e al 29 marzo sono state segnalate e confermate circa 600 sequenze. L’Organizzazione mondiale della sanità nel suo ultimo report settimanale sull’andamento di Covid-19 a livello globale, in merito alla ‘variante mix’ di Omicron 1 e 2 ha spiegato che le prime stime suggeriscono che Xe ha un vantaggio di trasmissione del 10% rispetto a BA.2. Il ricombinante Xe viene monitorato come parte della variante Omicron”. In Italia è stata scoperta la sequenza chiamata Xj che sarebbe l’equivalente di Xe, è stata validata dall’Istituto superiore di Sanità, ed individuata da una struttura dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. La Xj sarebbe una ricombinazione delle sotto-varianti di Omicron BA.1 e BA.2 e finora era nota solo per un numero limitato di casi registrati alla fine del marzo scorso in Finlandia. I sintomi, dunque, sarebbero quelli delle varianti Omicron. Attualmente gli 80% dei casi di Covid-19 in Italia sono provocati dalla sotto-variante BA.2 della variante Omicron. Lo indicano le analisi del Ceinge-Biotecnologie avanzate, basate sui dati delle banche Gisaid e Ncbi Virus, in cui sono depositate le sequenze genetiche. Dopo l’impennata di marzo torna a scendere, seppur lievemente, l’incidenza settimanale di Covid in Italia. Per Americo Cicchetti, direttore dell’Altems, “Ci prepariamo ad una Pasqua all’insegna di una stabilizzazione della diffusione del contagio. Tuttavia la nuova variante che le nostre istituzioni sanitarie stanno monitorando e valutando non deve essere sottovalutata, soprattutto nei momenti in cui festeggeremo con i nostri cari”. I dati al 4 aprile 2022 mostrano che la percentuale di casi attualmente positivi (1.274.305) sulla popolazione nazionale è del 2,14%. La settimana appena trascorsa evidenzia un leggero aumento del numero ricoverati su positivi settimanali, a livello nazionale pari a 8,40 per mille casi rispetto agli 8,10 della settimana precedente. I nuovi ingressi settimanali in terapia intensiva hanno fatto registrare un valore nazionale pari a 0,60 ogni 100mila abitanti rispetto allo 0,50 della settimana prima. Leggero aumento anche della mortalità grezza settimanale, che è stata pari a 1,5 ogni 100mila abitanti rispetto alla settimana precedente, in cui il valore era stato di 1,4 ogni 100mila abitanti. Anna Ammanniti
