Processo Mollicone – L’autore dell’omicidio era noto agli ambienti dell’Arma

Angela Nicoletti
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Una testimonianza che ha lasciato tutti senza fiato quella fornita dal professor Fernando Ferrauti, psicoterapeuta e ex direttore del Dipartimento 3D dell’Asl di Frosinone. Ieri il processo per l’omicidio di Serena Mollicone, la diciotenne di Arce assassinata nel giugno del 2001, è stato costellato da un altro colpo di scena.

Il medico, che nel 2001 si occupava della cura e del sostegno dei tossicodipendenti in provincia di Frosinone, sotto giuramento ha raccontato che ‘il giorno successivo al ritrovamento del cadavere di Serena Mollicone, lunedì 4 giugno 2001, due tossicodipendenti che erano miei pazienti mi rivelarono che ad Arce era stata uccisa una ragazza e che l’autore del delitto era Marco Mottola, il figlio del maresciallo dei Carabinieri. Io rimasi stupito da quelle parole e per questo immediatamente allertai i carabinieri. Qualche giorno dopo venne a trovarmi un ufficiale al quale ho nuovamente riferito la confidenza ricevuta da due giovani, due fratelli, residenti a Ferentino. Sono stato ascoltato altre volte ma senza che mi venisse fatto firmare alcun verbale. Poi non ho saputo più nulla fino a quano una notte alle quattro, non vennero a bussare i carabinieri a casa mia e di mia madre per una perquisizione. Successivamente ho saputo che per giorni ero stato ‘sorvegliato’. Un fatto questo che ha profondamente segnato la vita di tutti noi”. L’udienza è poi proseguita con la deposizione di Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino, morto suicida nel 2008. La giovane ha ribadito che ‘mio padre sono certa non si è ucciso per amore come per anni hanno provato a farmi credere i carabinieri. Oggi finalmente la verità sta venendo alla luce”. Angela Nicoletti
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