Dalla Maiella arrivano notizie relative alla permanenza del nostro amico Juan Carrito, l’orso social che ad inizio marzo era stato catturato, subito sedato ed inizialmente trasportato presso una zona protetta in provincia di Chieti. Nell’area faunistica di Palena l’animale era stato sottoposto a “captivazione temporanea” fino allo scorso 25 marzo, poi trasferito in un’area interna del massiccio della Majella.
Un’operazione mirata a tutelare l’orso, disposta dalla Regione Abruzzo e dal Parco della Majella, con il nulla osta dell’Istituto Superiore di Protezione Ambientale e del Ministero della Transizione Ecologica, in esito ad interlocuzioni con la Prefettura dell’Aquila ed il sindaco di Roccaraso, condotta sotto l’attenta vigilanza del veterinario del parco Nazionale della Majella.
Juan Carrito, di appena due anni, figlio di mamma Amarena, fratello di altri tre esemplari, era già stato trasportato con un elicottero in alta montagna, proprio per allontanarlo dall’abitato e scoraggiare la confidenza con l’uomo, ma a nulla era valso. È uno dei pochi individui di orso bruno marsicano che sopravvivono sull’Appennino Centrale, una sessantina di esemplari in tutto. L’intento è quello di proteggere JC e dissuaderlo da comportamenti errati che potrebbero definitivamente far perdere l’istinto animale all’orso e le sue abitudini nell’ambiente naturale. Era cambiata anche la sua alimentazione, ormai costituita da solo cibo di origine antropica.
I responsabili del Parco della Maiella fanno sapere che, nei primi 10 giorni di permanenza tra le vette del massiccio montuoso dell’Appennino Abruzzese, il plantigrado non si è mai avvicinato alle zone abitate e si nutre autonomamente, nei boschi. Dopo le scorribande nei centri abitati di Roccaraso e dell’Aquilano, che avevano identificato il mammifero come una mascotte delle località sciistiche e star dei social, sembra che Juan Carrito abbia ritrovato casa sua.
Di seguito il comunicato diramato dal Parco, che nella parte conclusiva fa un appello ai residenti delle aree limitrofe «Prosegue senza particolari criticità la permanenza dell’orso M20, detto Juan Carrito, sulla Maiella. L’orso era stato traslocato dall’area faunistica di Palena, nella quale si era svolta una breve fase di captivazione temporanea, lo scorso 25 Marzo, in un’area interna del massiccio della Maiella, attraverso un’operazione svolta dal personale tecnico del Parco Nazionale della Maiella. Dal giorno del rilascio lo stesso personale ha effettuato un monitoraggio intensivo sia mediante i dati provenienti dal radiocollare GPS applicato all’animale, sia mediante attività di campo, evitando in ogni caso il contatto diretto con l’animale. Pur nella piena consapevolezza che non si possa affatto escludere che l’orso torni a frequentare in breve tempo aree antropizzate o centri abitati, il primo dato, per quanto preliminare, di una permanenza di 12 giorni ormai e dei movimenti esplorativi compiuti da Juan Carrito, in un territorio completamente privo di insediamenti umani e con una sostanziale assenza di interazioni con l’uomo, suggerisce che Juan Carrito si stia nutrendo probabilmente solo del cibo che può trovare nei boschi e nelle radure che sta frequentando (erba, formiche ecc.): questo fa ben sperare rispetto ad una possibile prosecuzione degli interventi sperimentali da porre in atto per favorire un ritorno alla normalità per la vita del giovane orso. Il Parco continuerà a tenere aggiornata sia la partnership istituzionale, sia i tanti amici di Juan Carrito e, naturalmente, con assoluta priorità, tutti i cittadini del Parco, nel caso l’orso dovesse riavvicinarsi alle case, evenienza per la quale è già pronto un servizio di monitoraggio intensivo e di sorveglianza sul territorio con la collaborazione del Reparto Carabinieri Parco Maiella».
