È inconfutabile che negli ultimi mesi si stia registrando un aumento degli infarti, di scompensi ed infiammazioni cardiache, con recrudescenze considerevoli, non esclusivamente tra le persone più vulnerabili ma anche in soggetti giovani. Purtroppo è ormai cronaca quotidiana.
Uno studio approfondito e curato da medici e scienziati sui dati raccolti in questi anni di pandemia mondiale confermano che il rischio di miocarditi, pericarditi e sindromi infiammatorie multisistemiche, è molto più alto per coloro che hanno contratto il virus del Covid ma anche per quanti si sono vaccinati con Pfizer o Moderna. Per essere più precisi ricordiamo che la miocardite è un’infiammazione del muscolo cardiaco, la pericardite è un’infiammazione del rivestimento esterno del cuore mentre l’infiammazione multisistemica è una condizione associata all’infezione da Covid, che colpisce più organi. Lo studio è stato condotto dal “Centers for Disease Control and Prevention”, un importante organismo federale di controllo sulla sanità pubblica, facente parte del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America. L’agenzia ha esaminato oltre 15milioni di cartelle cliniche elettroniche corrispondenti a cittadini di età pari o superiore a 5 anni: gli scienziati hanno approfondito e confrontato i dati circa l’eventualità di sviluppare una infiammazione cardiaca a seguito dell’infezione da Covid oppure dopo aver ricevuto prima e seconda dose del vaccino Pfizer o Moderna, escludendo i richiami. Secondo i numeri depositati dal CDC a febbraio, la seconda dose di Moderna sembrerebbe essere associata ad un rischio di miocardite più elevato rispetto alla seconda dose di Pfizer. Tuttavia, la maggioranza dei pazienti che hanno sviluppato la miocardite dopo la vaccinazione è completamente guarita, senza aver riportato alcun effetto sulla qualità della vita. Da quando è emerso, sembrerebbe che le infezioni siano sicuramente maggiori dopo l’infezione da Covid piuttosto che a seguito della vaccinazione. Uno studio italiano, condotto su 150mila persone guarite dal Covid-19, ha dimostrato che, dopo il contagio, il rischio di patologie cardiovascolari aumenta significativamente, anche in chi ha meno di 65 e non è esposto a fattori di rischio come obesità o diabete. È stato dimostrato che i pazienti guariti dal Covid hanno il 52% di probabilità in più di ictus ed il pericolo di scompenso cardiaco aumenta del 72%. L’epidemia ha causato un evidente incremento delle infiammazioni cardiache, favorendo infarti e altri eventi cardiovascolari acuti. Le conseguenze dirette ed indirette della pandemia stanno peggiorando la salute cardiovascolare dei cittadini: è allarme e, sicuramente, una rete d’emergenza cardiologica ha la massima priorità. Sara Pacitto
