La pioggia rallenta i lavori nei cantieri aperti a Ferentino. Lavori da portare a termine il prima possibile. Invece per quanto riguarda la rotatoria stradale da realizzare all’entrata a nord della città, sembra che un ricorso abbia rallentato l’iter. E poi c’è il Teatro romano. Qui il cantiere è fermo in attesa della seconda parte degli scavi che dovranno riportare alla luce interamente un’opera di straordinaria importanza, che risale al II secolo d.C.
Il progetto ambizioso ha ottenuto un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali per un milione e mezzo di euro. Il Comune ha ultimato il primo step dei lavori con l’abbattimento dei fabbricati in vicolo Odeo, il resto dovrà farlo la Soprintendenza interessata. Come annunciato dal sindaco Antonio Pompeo, entro l’estate i lavori nel Teatro romano riprenderanno, guai se così non fosse: «la demolizione dei fabbricati esalta sempre di più la straordinaria bellezza del sito archeologico». E’ auspicabile che si realizzi il miracolo di completare l’opera nel 2023 come annunciato dall’architetto Paolo Culla, direttore dei lavori, durante il suo intervento in occasione della manifestazione di settembre andata in scena nel teatro dopo ben 1600 anni, con la presenza dell’attrice Giuliana De Sio. Il sito archeologico venne scoperto nel 1923 dall’archeologo Alfonso Bartoli. Dodici metri di altezza e 54 metri di diametro. Le strutture sono in parte a cielo aperto e in parte inglobate nelle abitazioni che invadono la gradinata. Sono in vista la cavea e parte della scena degli attori. Il resto di essa è affiorato durante gli ultimi scavi. a.a.
