Frosinone – Si innamora del cugino e perseguita la moglie, condannata

Marina Mingarelli
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Si innamora del cugino e si trasforma in una stalker, una impiegata di 50anni condannata a due mesi di reclusione.

A conclusione del processo, difesa dall’avvocato Roberto Filardi le è stato contestato soltanto il danneggiamento e non gli atti persecutori, viceversa la sentenza di condanna sarebbe stata sicuramente più severa. Adesso però sarà il giudice in sede civile a quantificare il risarcimento danni. La vicenda che ha trascinato l’impiegata alla sbarra risale a circa due anni fa quando la donna aveva capito improvvisamente di essersi invaghita perdutamente del cugino. Il parente, sposato, aveva cercato di farle capire che tra loro non avrebbe mai potuto esserci nulla. Ma la 50enne non si era data per vinta. Il suo chiodo fisso era quello di riuscire a conquistare il parente. Così aveva cominciato a perseguitare la moglie di questi scrivendole messaggi minatori e facendole dispetti di ogni tipo. L’impiegata seguiva ogni mossa della donna arrivando persino a danneggiarle la carrozzeria della macchina. A quel punto il cugino e la moglie, non potendone più, hanno fatto scattare la denuncia. Ad incastrare la 50enne una telecamera installata poco distante dal luogo dove era stata parcheggiata la vettura. Grazie ai fotogrammi estrapolati dall’impianto di videosorveglianza le forze dell’ordine sono riuscite ad identificare la stalker. E proprio a seguito di queste prove l’impiegata, che era rappresentata dall’avvocato Roberto Filardi è finita sotto processo per il reato di danneggiamento. Il giudice ha fatto cadere il reato di stalking in quanto non sarebbero stati raccolti in questo senso elementi schiaccianti. Nei giorni scorsi per l’imputata è arrivata la sentenza di condanna. Mar.Ming.
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