Cuore, attivismo e grande solidarietà per le donne e i bambini in fuga dall’Ucraina. Su richiesta del Cov Coordinamento Odv della Protezione Civile della Regione Lazio, nella giornata di ieri i Volontari della Protezione Civile di Pescosolido si sono recati presso il centro di coordinamento a Roma per prelevare dalle stazioni e dalle case provvisorie donne, madri, sorelle e minori, per poterli accompagnare in alberghi e abitazioni più confortevoli convenzionate dalla Regione Lazio.
“Siamo operativi h24 e lo facciamo soprattutto per far tornare il sorriso sui volti dei bambini e delle loro madri che ieri abbiamo accolto – raccontano dalla Protezione Civile di Pescosolido -. Si tratta di vere e proprie vittime di questa guerra partite con poco più di uno zaino. I più veloci e fortunati sono riusciti a mettere altro in una valigia. Ma per tutti loro, in Ucraina, resta un gran pezzo di cuore. Ormai, ogni giorno, dalle 8 alle 20 circa, diverse squadre dei nostri volontari si occupano di accogliere e confortare oltre 150 profughi. I loro occhi descrivono perfettamente il terrore che hanno vissuto ed è davvero difficile riuscire a dare un conforto. Ma lo facciamo”. Nel corso di questa lodevole iniziativa, un bambino di sei anni, appena arrivato nel posto sicuro, è stato però subito strappato dalle braccia della madre per essere sottoposto al tampone. Una prassi necessaria che però causa momenti non facili da gestire, sia per i profughi sia per i sanitari. Al momento l’attivissimo Comune di Pescosolido sta seguendo e cercando di regolarizzare le varie possibilità di accoglienza dall’Ucraina. “In stretta collaborazione con il gruppo di opposizione e la Protezione Civile – sottolinea il sindaco Donato Bellisario – stiamo cercando di garantire luoghi sicuri per ospitare le famiglie in fuga, grazie anche all’interessamento della nostra Parrocchia e della Caritas”. Caterina Paglia
