Sorano – “Ci avete ghettizzato perché non siamo vaccinati”, il grido di un alunno delle medie che scrive ai governanti

Sara Pacitto
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L’espressione di uno studente della scuola media di un istituto del comprensorio Sorano, il quale scrive le sue legittime considerazioni rispetto a quanto contemplato nel Decreto Legge nr.5 di gennaio, relativamente le misure rivolte alla scuola ed all’obbligo della DAD in particolari condizioni. Attraverso gli indirizzi ufficiali, la missiva è stata inoltrata via mail all’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed al Presidente del Consiglio Mario Draghi.

«Ci avete avviliti ed onestamente non riesco a capirne il motivo: quando già la pandemia ci ha privato dei sorrisi coperti dalle mascherine, del contatto fisico e di tante altre emozioni che devono necessariamente caratterizzare la nostra età, di provvedimento in provvedimento, le disposizioni adottate dal governo sono state una escalation disumana per noi, tra bambini, adolescenti e ragazzi. Ci avete negato la scuola, l’amicizia, la quotidianità, le regole, le voci di compagni e professori, il confronto diretto, senza mai effettivamente imporre un atteggiamento ossequioso che andasse al di là degli spazi scolastici. Quest’ultimo decreto evidenzia la confusione di certe misure, che dovrebbero mirare alla tutela della salute pubblica ma si perdono nel caos: state “imprigionando” per 5 maledetti giorni gli studenti che non sono vaccinati, costringendoli in DDI “Con due o più casi di positività nella stessa classe i vaccinati e i guariti da meno di 120 giorni o dopo il ciclo vaccinale primario, i vaccinati con dose di richiamo e gli esenti dalla vaccinazione proseguono l’attività in presenza con l’utilizzo di mascherine ffp2. Per la permanenza in aula è sufficiente la certificazione verde, controllata tramite App mobile. Per gli altri studenti è prevista la didattica digitale integrata per cinque giorni….” La mia classe trema ogni volta che c’è il sospetto che un nostro compagno sia positivo, perché si applicherebbero queste disposizioni discriminati: ci avete divisi, classificati, disuguagliati in “vaccinati” e “non vaccinati”. A noi alunni non vaccinati ci avete fatto sentire diversi ma noi, anche se non vaccinati, non siamo diversi dai nostri compagni: io personalmente sto bene, come stanno bene gli altri miei amici non vaccinati, ai quali è stato negato l’accesso a scuola. Io il Covid non l’ho preso. Tra i compagni vaccinati, invece, che hanno dovuto frequentare, c’è chi il Covid lo ha preso, si sono contagiati ed hanno diffuso il virus in classe, nella scuola, fuori, mentre noi non vaccinati eravamo costretti a casa. Ed allora, perché siamo stati trattati diversamente? Perché noi siamo stati emarginati, isolati, allontanati, discriminati? Perché? Io avrei potuto prendere il Covid e contagiare i miei compagni, ma non è successo; chi è vaccinato ha preso il Covid ed ha contagiato. E non mi si risponda che il provvedimento intende tutelare i “non vaccinati”, non è credibile, perché il Covid non è solo a scuola, è anche fuori, si diffonde in famiglia, il pomeriggio al parco, al supermercato, tra parenti ed amici. Sembrerebbe che a noi “non vaccinati” ci abbiate ghettizzato mentre ai vaccinati avete consentito di diffondere il virus in giro: spiegatemi dove sta la tutela della salute pubblica ed il contenimento epidemiologico. È evidente che il provvedimento perda la sua natura: la quarantena doveva essere per tutti, senza fare differenzazioni, senza fare discriminazione. Io ho 11 anni, sono “piccolo”, per cui mi rivolgo a Lei, papà Mattarella, ed anche Lei presidente Draghi, voi che siete grandi». Sara Pacitto foto dal web
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